LA DEPENALIZZAZIONE DELL’OMOSESSUALITÀ

Probabilmente non tutti ricordano che in Italia, fino al 1986, l’omosessualità era vietata per legge e punita con quindici anni di lavori forzati alla Galbani. Se ora non è più così lo si deve a Maurizio Dupré, parlamentare del PDLGBT, che nella primavera di quell’anno propose un disegno di legge per la depenalizzazione dell’omosessualità.
Ecco la trascrizione di quella storica seduta.


Prende la parola l’onorevole Maurizio Dupré.

NOOO!

Colleghi, vi prego! L’onorevole Dupré ha diritto di parlare come tutti, almeno finché non ci decidiamo a cambiare questa benedetta Costituzione. Prego, onorevole Dupré.

Grazie signor Presidente. Onorevoli colleghi, vorrei sottoporre alla competente attenzione di quest’assemblea --

Mi scusi, Dupré, è per caso un altro disegno di legge?

Sì, signor Presidente. Col suo permesso.

Lei si rende conto che sarà il decimo in un mese?

L’undicesimo, signor Presidente.

Senta, capisco l’importanza del dibattito parlamentare e tutto quanto, però, lei mi capirà, non possiamo mica passare tutta la legislatura a fare leggi, no?

Con tutto il rispetto, signor Presidente, ritengo che si tratti di una questione molto importante.

Cioè?

È per la depenalizzazione dell’omosessualità.

MA PORCA TROIA!

Onorevoli colleghi! Questo comportamento è assolutamente inaccettabile! Se continuate così sarò costretto a mettervi una nota sul registro!

...

Quanto a lei, onorevole Dupré, le proibisco di usare questo linguaggio.

Che linguaggio?

Qui siamo in un posto serio, anche se è il parlamento della Repubblica Italiana. Non se lo dimentichi.

Cos’ho detto?

Lo sa benissimo.

Non ho detto nulla, signor Presidente.

Ha detto quella parola.

Omosessualità?

Onorevole Dupré!

Cosa?

Lei è ammonito, Dupré! Ha capito?

Mi scusi, Presidente.

Ora continui.

Sì, bene, grazie signor Presidente, dunque... si tratta di un disegno di legge per la depenalizzazione dell’amore fra persone dello stesso sesso.

Dupré!

Che c’è? Cos’ho detto adesso?

Lo fa apposta?

Cosa?

Ha detto quella parola.

Quale?

La parola!

Quella che inizia per esse?

Non faccia il furbo con me, Duprè.

Mi dica solo sì o no.

Lei è espulso!

EEE!

Prego i bidelli di accompagnare l’onorevole Dupré fuori dall’aula.


L’iter della legge non fu semplice. Fu approvata due mesi dopo alla Camera col voto del solo Dupré (il resto dei deputati si era dileguato approfittando della ricreazione), ma venne pesantemente emendata al Senato, dove si restrinse l’ammissibilità dell’amore omosessuale per soli scopi riproduttivi. Tornata alla Camera, la legge passò solo grazie all’euforia del momento per Boy George e a un compromesso con la Santa Sede, cui furono elargiti seicentomila vibratori.