UN'ORA E MEZZA DI NULLA

Una persona saggia dovrebbe essere superiore a cose come i premi, i trofei e tutti i souvenir in generale. Una persona veramente saggia se ne dovrebbe fregare dell’opinione che gli altri hanno di lei, buona o cattiva che sia, perché l’opinione degli altri è niente, mentre vestirsi come un cameriere per andare a ritirare una statuetta kitsch è qualcosa.


La vera tragedia del genere umano non è questo o quest’altro, ma la sua brama di applausi. Tutto nasce da lì: le guerre non si fanno per motivi politici o economici, come si usa dire, ma per conquistare nuovi fan, e dietro a tutti i crimini dell’umanità (genocidi, inquisizioni, Sanremo) ci sono sempre e solo persone in cerca di applausi.
Per questo il mio sogno nel cassetto è vincere il Festival di Cannes e non andare a ritirare il premio. La seconda parte del piano l’ho già ampiamente realizzata, mi manca solo la prima. Non riesco a immaginare niente di più spaventosamente saggio del non presentarmi sul palco dopo aver vinto la Palma d'oro. Anzi, non presentarmi dopo aver vinto con questo film.

TELEFONINO

ALBERO E POETA

ODI ET ODI

Certe volte ho la sensazione che qualcuno mi odi.
Non qualcuno che frequento. Le persone che frequento sono un ristretto gruppo di individui scelti in base a due criteri sui quali non transigo: primo, devono essere persone che non mi odiano; secondo, non ricordo. Per qualche motivo io riesco a sentirmi a mio agio solo con gente che non ha l’hobby di infiorettare il mio nome con fantasiosi e irresistibili insulti. Cosa ci posso fare? Sono fatto così. Quindi è per forza qualcuno che non conosco, qualcuno che però conosce questo blog. Lo dico perché sento delle vibrazioni provenire dal portatile, e sono sicuro che non è la ventola. Quando lo avvio non fa più “SDEEENG!” come una volta, ma “sdeng”, così, senza entusiasmo.


Che c’è che non va, Pantocrator?

...

Forse non ti piace quando ti metto sulle ginocchia?

...

Mi spiace, ma è solo per comodità. Non c’è nessuna malizia.

...

Ora che lo sai potresti smettere di mandare la cpu a 110°?


Sento l’odio che preme su ogni angolo dell'involucro di alluminio, sgorga dalle porte usb e contamina tutte le periferiche: la stampante, la tavoletta grafica, il tostapane, tutto. Ogni volta che visito questo blog (non si sa mai che ci sia qualcosa di nuovo), avverto distintamente una presenza maligna, come se ci fosse qualcuno nascosto dietro al monitor. Poi c’è anche il fatto che mi arrivano email come questa.

TI ODIO!

Ora, posso capire che qualcuno non apprezzi quello che dico, ma come si fa a odiarmi? Io che non pesto i piedi a nessuno, che vivo e lascio vivere, che non spammo, non trollo, non lurko e in generale non faccio niente che non possa essere detto in italiano. Come tutti gli esseri umani voglio solo essere capito, tutto qui. Voglio essere capito e benvoluto da tutti, e magari avere una via col mio nome senza dover aspettare di essere assassinato dalle Brigate Rosse, chiedo forse troppo? Voglio vedere il mio nome sulle magliette, le bandiere, le schede elettorali, lo voglio tatuato sulla fronte di ogni neonato che si rispetti e voglio che le folle di tutto il mondo si radunino in massa per le strade e inneggino al mio nome.


Chiedo troppo? Voglio anche che chiunque mi odi sia trascinato in piazza e giustiziato. Troppo?

L'INCONVENIENTE DI AVERE IL *****

A cosa serve il *****? A parte riprodursi, fare pipì e giocare con gli amici? In realtà la domanda giusta da farsi è a cosa serve il resto del corpo.

L'AVVERSARIO

GUIDA RAPIDA DI PRAGA

Dove con "guida rapida di" si intende "commenti assolutamente inessenziali su". Mentre Praga credo fosse proprio Praga, o almeno così mi hanno detto.
Consultabile qui, in 7 pratiche immagini.


Ci sono anche le guide rapide di Bilbao, Valencia e Lisbona.

IL MOSTRO

L'INSISTENZA È LA VIRTÙ DEI FORTI

Ciao, ti disturbo?

No, dimmi pure.

Che ne dici se stasera ti passo a prendere e andiamo a mangiare una pizza?

Proprio stasera?

Ti passo a prendere alle otto e mezza.

Non pensavo di uscire, stasera.

Dai, ci divertiamo.

Sì, beh… è che stasera pensavo di stare in casa.

Ok, allora vengo da te e la ordiniamo. Otto e mezza?

Non lo so…

Ce l’hai la birra?

No, infatti, non ho niente...

La porto io.

Non è meglio rimandare?

No.

Ascolta, non mi va la pizza, stasera.

Allora ordiniamo qualcos’altro: hamburger, panini, caramelle... adesso ti portano a casa qualsiasi cosa.

Quello che intendevo dire è che ho già cenato.

Sul serio?

Eh, sì.

Ma sono le cinque...

Avevo molta fame, per cui... sì, insomma, avevo fame.

Va beh, allora beviamo e basta.

Ho già bevuto.

In che senso?

No, ti spiego, siccome ieri sera sono uscito con della gente, no? Ecco… abbiamo fatto tardi… e quindi...

Hai già bevuto.

Esatto.

Ho capito.

Mi fa ancora male la testa.

Ti porto la Cibalgina.

No, no, non serve! Mi passa.

Guarda che non fa bene tenersi il mal di testa.

Sì, ma mi sta già passando.

Dammi retta...

Mi è passato.

Senti, facciamo che non porto niente, ok? Mica bisogna bere per forza.

In realtà stasera vorrei starmene sul divano a leggere.

Fantastico! È esattamente quello che avevo in mente di fare anch’io. Vengo alle otto e mezza.

Ascolta.

Dimmi.

Non ho voglia di vederti.

Ah.

Per niente.

Ok, bastava dirlo.

Sì, è vero...

Facciamo alle nove?

AI