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LA MOGLIE DI POLCHINSKI

Penultimo episodio.


Voci: Guglielmo Favilla (Polchinski), Fabrizio Odetto (interrogante)
Doppiaggio: Charisma Studio.

Gli altri episodi qui.

SALVINI NON LECCA L'ANO DEI CANI

Premesso che io non sopporto Salvini e che considero il suo partito il peggiore d'Italia, ciò non significa che io debba credere a tutte le dicerie che vengono messe in giro sul suo conto. Per esempio non è vero che Salvini lecchi l'ano dei cani, secondo me.


È la solita leggenda metropolitana e in un certo senso mi ricorda quello che si diceva anni fa di Berlusconi, quando veniva accusato di essere come Mussolini. Mi sono sempre chiesto: ma perché tirare in ballo Mussolini, quando Berlusconi è già assolutamente non votabile per quello che semplicemente è? Cioè uno che ha trasformato il Parlamento nel suo studio legale. Allo stesso modo anche Salvini è già assolutamente non votabile per quello che semplicemente è: un neonazista. Dire che lecchi l'ano dei cani è solo fuorviante.
Qualcuno potrebbe dire che questo spiegherebbe come mai abbia la faccia perennemente disgustata, come se fosse sempre sul punto di vomitare, ma questa è chiaramente una contraddizione: se uno lecca una cosa, è perché gli piace, no? Mica perché lo disgusta. È vero che esistono certe cose da cui uno è attratto e disgustato allo stesso tempo, come per esempio lo yogurt al cocco con i pezzetti di ciccolato bianco e lime, ma in quel caso, quando uno cede alla tentazione del disgusto, si ingozza furiosamente, e qui non si sta dicendo che Salvini si ingozza furiosamente di ani di cane, ma solo che li lecca.
Dobbiamo sempre cercare di essere razionali, non dobbiamo farci condizionare dall'antipatia per una persona. Se davvero Salvini leccasse l'ano dei cani, non dovrebbero già avergli appioppato tutta una serie di soprannomi, tipo "Wash dog", "Cinobidè", "Leccatore di ano dei cani"? Non dovrebbe essere già stato emarginato? Come potrebbe avere degli amici o una famiglia? Chi avrebbe il coraggio di mettere lo spazzolino da denti nello stesso bicchiere di Salvini? Già adesso è abbastanza incredibile, ma leccare l'ano dei cani sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso. Voglio dire, ha pure la barba, come potrebbe lavorare tutti i giorni a contatto con i suoi colleghi di partito con la faccia che gli puzza di ano di cane? A meno che, ovviamente, leccare l'ano dei cani non sia l'hobby di tutti i leghisti. Chissà, magari è un'antica usanza padana risalente al medioevo, il loro periodo storico di riferimento, quando si poteva tranquillamente dare fuoco agli stranieri senza dare troppo nell'occhio. Tutto è possibile, ma onestamente mi pare poco plausibile: dopotutto anche i cani sono degli stranieri. I leghisti fanno fatica a stringere la mano a chi è colorato in un modo un po' diverso dal solito, figuriamoci se si mettono a leccare l'ano di una persona pelosa, con la coda e soprattutto che non parla una sola parola di italiano. È vero che nemmeno i leghisti parlano una sola parola di italiano, ma questo è un altro discorso.
E poi quali cani? I suoi? Non mi risulta che Salvini abbia dei cani. I cani randagi? Ma come si può immaginare Salvini che si aggira per le strade di Milano in cerca di cani, magari di notte, e appena ne trova uno, lo trascina in un vicolo e gli lecca l'ano fino a farlo brillare di luce propria? È inverosimile. Una persona del genere avrebbe gravi problemi mentali, non sarebbe mai in grado di abbinare la felpa al nome della città in cui si trova. Lo vedremmo a Paderno Dugnano con la scritta "Cernusco Lambardone" o a Pyongyang con la scritta "brutto ciccione". Senza contare che nessun cane si lascerebbe mai leccare l'ano da Salvini, piuttosto si ammazza.
Forse Salvini lecca l'ano dei cani morti? Qui alzo le mani, non ho abbastanza elementi.

LA TELEPATIA DI POLCHINSKI


Voci: Guglielmo Favilla (Polchinski), Fabrizio Odetto (interrogante)
Doppiaggio: Charisma Studio.

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GIOCHINI

LA PAURA DI POLCHINSKI


Voci: Guglielmo Favilla (Polchinski), Fabrizio Odetto (interrogante)
Doppiaggio: Charisma Studio.

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IL DIFFICILE RAPPORTO FRA POPOLO E SINISTRA

Ciao, Sinistra.

Dove sei stato, Popolo? È mezzanotte passata.

Di già?

Quasi l'una.

Mah, niente... ho fatto un giro...

Ti ho chiamato cento volte ma non eri raggiungibile.

Ho la batteria scarica.

Ti sei visto con Destra, vero?

No.

Invece sì!

Ma no, davvero... cioè... siamo solo usciti a bere una cosa.

Lo sapevo!

Un aperitivo veloce e poi due bastonate a un negro.

Non si dice "negro"! Si dice "persona di colore"!

Scusa.

Non voglio che ti vedi con quella.

È stato un caso.

Domani ti porto a tirare i sassi alla polizia, eh? Sei contento, Popy? 

Non so...

Così ti sfoghi un po'.

La polizia mena, è più comodo pestare le persone di colore negro.

Ma non ti accorgi che Destra non ti ama? Ti sta solo manipolando perché sei poco istruito.

Guarda che non sono un cretino.

Era un complimento. Le persone semplici sono le più autentiche, così scevre di pregiudizi...

Scevra sarai tu e quella zoccola di tua madre!

Perché non mi ami, Popolo? Perché!? Ti ho raccontato la favola del plusvalore, ti ho segnalato un sacco di libri... 

Che me ne faccio dei libri? Quando torno dal lavoro sono distrutto. Non ho neanche il tempo di bruciare un campo rom.

Lo sai che per me il nostro amore non è solo una sovrastruttura.

Ascolta, Sinistra, a me interessano solo due cose: i soldi e ancora più soldi.

Sei solo un materialista storico!

Se tu non me li dai, preferisco stare con chi mi somiglia.

L'ORECCHIO DI POLCHINSKI


Voci: Guglielmo Favilla (Polchinski), Fabrizio Odetto (interrogante)
Doppiaggio: Charisma Studio.

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STREET ART

Che stai facendo?

Sto parcheggiando, non vedi?

Sul posto degli handicappati.

E allora?

O parcheggi da un'altra parte o ti procuri un handicap.

Si chiama arte.

Non ho capito.

Come siete limitati! Se uno parcheggia sul posto degli handicappati dentro a un museo, dite che è un'installazione, se invece lo fa in strada è vandalismo.

Ti ringrazio per la cortesia, ma puoi anche non darmi del voi.

Voi, il sistema.

Non sto mettendo in discussione il valore estetico del tuo parcheggio. Nemmeno Michelangelo può parcheggiare lì, ci vuole il permesso.

Il permesso...

Si chiama così.

E chi me lo dovrebbe dare questo "permesso"?

Il contrassegno invalidi.

E chi dà a un pezzo di carta il permesso di certificare cosa io sono o non sono?

Un funzionario del comune.

E a lui chi glielo dà, il permesso?

Ascolta --

Non vi permetterò di limitare la mia libertà di parcheggio. Siete voi che avete deciso di dipingere questo posto di giallo e lo avete dichiarato proibito, ma io ora lo ridipingerò di bianco e tutti gli uomini della Terra saranno finalmente liberi di parcheggiarci sopra tutte le volte che vogliono!

E gli handicappati dove mettono la macchina?

Dove vogliono. Non dobbiamo farci dire dal sistema dove possiamo o non possiamo parcheggiare.

Ok.

Nel paleolitico la gente parcheggiava dove voleva e l'umanità viveva in pace.

Allora, se non ti spiace, vado a prendere il bulldozer e lo parcheggio sopra la tua macchina.

Il bulldozer non è arte.

IL FIGLIO DI POLCHINSKI


Voci: Guglielmo Favilla (Polchinski), Fabrizio Odetto (interrogante)
Doppiaggio: Charisma Studio.

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