GRANDE NOVITÀ 2

Da oggi si può seguire questo blog via email, basta inserire il proprio indirizzo qui e dimostrare di non essere un robot.


Lo avevo già fatto con Feedburner, ma siccome Feedburner sta per morire, ora ci riprovo con Mailchimp. Chi si era già iscritto non deve fare niente, ci penso io a trasferire il suo indirizzo dalla vecchia mailing list alla nuova.
Qui di seguito riscrivo il post dell’altra volta, al tempo della prima “grande novità”, visto che mi sembra ancora valido.

Allora, la novità è che adesso, se uno vuole, può ricevere i post di questo blog via email. Sì, lo so, è una cosa che si fa da vent'anni, diciamo che è una piccola e quasi insignificante vecchia novità.
Basta inserire il proprio indirizzo email nel form qui sotto


premere "subscribe” e da quel momento in poi staremo sempre insieme: io, te e Emanuelesi. Non è fantastico? Cioè, non proprio per sempre, perché alla fine uno può sempre disiscriversi, ma fin che rimane iscritto riceverà ogni nuovo post nella sua casella di posta, senza bisogno di dover fare tutta la fatica di venire fin qui sul sito. Con la gente che gira oggi su internet, chi ha voglia di aprire il browser?
A questo punto uno si potrebbe chiedere: ma chi mai dovrebbe avere tutta questa smania di restare aggiornato su quello che viene pubblicato in un blog come tanti?
Ottima osservazione. Un po' scortese, forse, ma ci sta. Allora, prima di tutto, di blog nudi e crudi come questo, dove non si viaggia, non si mangia, non ci si veste e in generale non si ha nessuna velleità influenceriana, non ne sono rimasti poi così tanti, non siamo mica nel 2010. Oggi se dici che hai un blog, fai la stessa impressione di uno che dice che ha un incunabolo.
Poi, mettiamola così, al mondo ci sono milioni di persone che pendono dalle labbra di questo o quel ciarlatano più o meno psicopatico, non vedo cosa c'è di male se uno ha voglia di seguire un blog che non ha mai fatto del male a nessuno.
Almeno finora, sul futuro non garantisco.

FATE ALTRI VIDEO

Sotto l'ultimo video che ho caricato su YouTube per far sapere dell'esistenza del fumetto di "Preti" (questo qui) sono apparsi vari commenti che dicono più o meno "fate altri video",  tipo questo


Visto che su questo blog siamo fra pochi intimi posso dirlo: un commento così è il modo migliore per farmi passare la voglia di fare altri video. Penso sia comprensibile, no? Sono dieci anni che metto video su YouTube, se il giorno in cui faccio un fumetto mi dici "mannooooooooo" a me non viene voglia di fare altri video, a me viene voglia di cancellare anche quelli vecchi.

Perché non faccio video più spesso? Anzi no, prima di rispondere a questo, una premessa.

Anche a me piacerebbe fare tanti video: mi piace scrivere le mie storielle, mi piace vederle realizzate e soprattutto mi piace doppiarle insieme a Guglielmo Favilla e Fabrizio Odetto, due persone divertentissime oltre che due bravissimi attori. È un bellissimo gioco. Purtroppo il problema di fare un video animato sono le animazioni. Per due motivi che ora andrò brevemente a elencare:

1) Animare è una tortura.
Presente le pulizie del bagno? Ecco, animare è peggio delle pulizie del bagno. Infinitamente peggio. Animare è come fare le pulizie di un bagno che non viene pulito da almeno un mese, un bagno di 850 ettari. E qui arriva il secondo motivo per cui le animazioni sono un problema:

2) Il tempo.
Sarà che non sono un animatore, ma per fare animazioni anche semplicissime impiego un'infinità di tempo. Per esempio, per fare "Preti" ci ho messo circa un anno e mezzo. Un anno e mezzo per un video di 21 minuti... è un po' una cosa da matti, no? Una settimana per scriverlo (divertente), due giorni per doppiarlo (divertentissimo), un anno e mezzo per animarlo (tortura).
Invece per fare il fumetto di "Preti", che dura il doppio di "Preti", ci ho messo circa 6 mesi. Questo significa che nel tempo che ho impiegato per fare "Preti" e "Ancora Preti" avrei potuto fare "Preti", "Ancora preti", "Sempre più preti", "Preti a più non posso", "Preti, più preti e strapreti" e "Basta preti".
Ora, se la vita fosse eterna, io potrei dedicare un paio di anni a fare, che so, "Il sentiero dei preti di ragno", tanto che mi frega? Avrei davanti a me infiniti anni di vita in cui poter fare tutto quello che mi pare: nuove animazioni, imparare a memoria l'Orlando Furioso, studiare flauto traverso, riempire una cisterna di saliva, lavare tutti i bagni del mondo o qualsiasi altra attività un po' torturosa che però alla fine mi darebbe moltissima soddisfazione (cosa c'è di più appagante di vedere un bel bagno appena pulito che nessuno ha ancora profanato?). Purtroppo però la vita non è eterna, checché ne dicano i testi sacri, e un anno e mezzo inizia a essere una frazione non trascurabile di quello che mi rimane da vivere.

Ciò premesso, ecco la risposta:
Io sto facendo più video che posso, solo che richiedono un'enormità di tempo, ed essendo tutto lavoro fatto nel tempo libero, ci vuole ancora più tempo.

Ovviamente se un giorno arriverà un emiro miliardario che vorrà pagare una squadra di animatori coreani, io sarò più che felice di sfornare un video alla settimana, sarebbe un sogno, ma finché quell'emiro non arriva dovrò accontentarmi di uno o due video all'anno, se va bene.

Chi non vuole rischiare di perdere questi rari video annuali, può attivare le notifiche di YouTube. Chi addirittura si accontenta di disegni non animati, può seguirmi su Instagram (qui) o comprare i due fumetti che ho appena pubblicato (qui).

Penso sia tutto. Se mi viene in mente qualcos'altro te lo scrivo.
Ciao.

IL CALCIO NON È UNO SPORT RIDICOLO


Il calcio mi è sempre sembrato uno sport ridicolo. A parte la solita cosa che si dice dei 22 milionari in calzoncini che rincorrono un pallone (verissimo), c'è anche il contrasto fra tutta quell'enfasi da gladiatori e l'incredibile facilità con cui cascano per terra a piangere appena li sfiori. Io non capisco come facciano gli arbitri a sopportare quelle ridicole sceneggiate. Io, se uno iniziasse a rotolarsi per terra come un epilettico solo perché è stato sfiorato, lo espellerei immediatamente. Espulsione diretta senza nessuna pietà. Le partite finirebbero probabilmente in 3 contro 5, ma almeno sarebbero più serie.
E poi il calcio è noioso. Per ogni gesto atletico esteticamente degno di nota, devi sorbirti cento azioni confuse, mischie, rimpalli casuali e infiniti passaggini inutili avanti e indietro a metà campo. Uno strazio.
Però, col fatto che l'Italia ha vinto gli Europei, ho iniziato a guardare qualche partita anch'io e devo dire che il calcio non è poi così male, basta guardarlo con la giusta prospettiva. Per esempio ho capito che non è uno sport che va goduto come pura esperienza estetica, tipo il beach volley, ma come surrogato momentaneo della vita sul quale focalizzare per 90 minuti la propria volontà. Da questo punto di vista funziona benissimo, basta avere una squadra per cui tifare ed è fatta: ti annulli completamente per tutta la partita, diventi un tutt'uno con la tua squadra e non pensi più alle scadenze, al mutuo, alla guarnizione della caldaia che sono due mesi che va fatta sostituire, ma pensi solo a fare gol. Le azioni confuse, i rimpalli casuali eccetera non sono più noiosi, sono momenti in cui soffri e speri. E se alla fine della partita la tua squadra ha vinto sei felice per almeno un paio di giorni, anche se la tua vita è rimasta esattamente come prima, se invece ha perso... beh, se ha perso la colpa è dell'arbitro o dell'allenatore o di qualche giocatore scarso, mai tua. Se vinci hai vinto tu, se perdi è colpa di qualcun altro. Non è bellissimo? Nota: tutto questo funziona meglio con un paio di birrette.
Così mi sono messo a guardare i risultati delle altre squadre e ho visto che la Francia ha battuto il Kazakistan 8 a 0. Pazzesco, no? 8 a 0 vuol dire un gol quasi ogni 10 minuti. Com'è possibile?
Ho dato un'occhiata agli altri risultati del Kazakistan:
Kazakistan - Finlandia: 0 - 2
Kazakistan - Bosnia ed Erzegovina: 0 - 2
Macedonia del Nord – Kazakistan: 4 -0
Albania – Kazakistan: 2 - 0
Kazakistan – Lituania: 1 - 2
Ha perso pure con la Lituania? In casa? L'Italia con la Lituania ha vinto 5 a 0. Ma quanto è scarso il Kazakistan?
Con Andorra invece se la gioca: un pareggio (1-1) e una vittoria (4-0).
Andorra: 77260 abitanti.
Kazakistan: 18750000 abitanti.
Se la gioca...
Com'è possibile che con 19 milioni di abitanti a disposizione, il Kazakistan non abbia nessuno di meglio da mandare in campo di Aýımbetov, Zharynbetov, Taykenov eccetera? E perché si chiamano tutti Qualcosaov?
Il Kazakistan non è un paese ricco, ok, ma ha pur sempre un PIL procapite che è quasi il doppio di quello del Brasile.
PIL procapite Kazakistan: 26500 $, ranking FIFA 125°.
PIL procapite Brasile: 15500 $, ranking FIFA: 2°.
E poi il calcio non è uno sport da ricchi. Non è come il golf o la Formula 1 che per praticarli da bambino devi avere i soldi per comprarti le mazze o una Ferrari, per il calcio basta avere una palla e almeno un amico disposto ad andare in porta.
L'unica spiegazione è che agli abitanti del Kazakistan, del calcio, non freghi assolutamente niente, un po' come gli italiani con il cricket. Allora mi è tornato in mente che i Kazaki vanno pazzi per i cavalli, proprio così. L'avevo scoperto guardando John Oliver
Quindi, ho pensato, lo sport nazionale del Kazakistan sarà sicuramente qualcosa con i cavalli. Cosa potrà mai essere? L'ippica? Il dressage? Il volteggio? No, il buzkashi, detto anche "polo con capra".
Interessante.
Siccome non ho mai sentito nominare questo buzkashi, mi limito a riportare quello che c'è scritto su Wikipedia:

Il buzkashi è praticato su un grande campo, la cui lunghezza può variare da circa 400 metri alle dimensioni di un campo da calcio, da due squadre di cavalieri. Scopo del gioco è impadronirsi della carcassa di una capra e lanciarla oltre un segno di demarcazione o in una area definita.

Spero non sia sfuggita l'espressione "carcassa di una capra".
In Kazakistan il buzkashi viene preso molto sul serio. C'è un campionato nazionale con giocatori professionisti, tifosi e moviole del dopo partita esattamente come in Italia per il calcio. C'è anche una competizione internazionale eurasiatica tipo la Champions League, visto che il buzkashi è popolare anche in Afghanistan, Pakistan, Kirghizistan e, chi l'avrebbe mai detto, Tagikistan.
Ovviamente ci sono anche le nazionali. In questo video si può vedere un gol segnato durante una finale del 2016 fra Kazakistan e Kirghizistan: dopo una prolungata azione in area, si vede l'attaccate del Kazakistan (o forse del Kirghizistan) che di prepotenza mette il cadavere di capra in porta.


Penso che non dirò mai più che il calcio è uno sport ridicolo.

ANNUNCIAZIONE!

Il 9 novembre sarà il 3321° giorniversario di Preti, apparso per la prima volta fuori dal mio computer il 6 ottobre 2012 al Colchester Film Festival in (controllo su Google Maps) Inghilterra. Per celebrare degnamente questo evento, uscirà Preti. Il mistero della fede.

Che cos'è?

Grazie per la domanda. È un libro a fumetti (non si sono ancora accorti che non so disegnare) che racconta lo storico stage YouTubiano in modo molto più esteso. Per dire, ci sarà anche il catechismo, le preghiere della sera, la confessione, l'esegesi della genealogia di Gesù, le pulizie del bagno eccetera. Potremmo definirlo un reboot del prequel del sequel Ancora Preti.

Purtroppo non ci saranno le voci di Guglielmo Favilla e Fabrizio Odetto, è vero. È davvero un peccato che in tutti questi anni nessuno abbia ancora inventato un modo per far emettere suoni alla carta, però a questo c'è un rimedio molto semplice: basta ascoltare qualche episodio di Preti su YouTube e poi leggere il fumetto trattenendo nelle orecchie le loro voci. Io faccio così per qualsiasi libro: ascolto cinque minuti di Favilla e Odetto e poi mi metto a leggere Tolstoj.

Il libro contiene anche una prefazione di Saverio Raimondo, con cui condivido la passione per le divinità e i loro adoratori. Non ho ancora capito per quale miracoloso motivo si sia prestato a dare il suo contributo per questo fumetto, so solo che gli ho mandato un timido DM con scritto, più o meno: "Ciao... ehm, eh eh... cioè... scusa se ti disturbo, ma vista la nostra affinità di umorismo, non scriveresti la prefazione del mio fumetto?", e lui, invece di rispondermi “Affinità tua nonna”, mi ha risposto “Conta su di me”. Giuro, “Conta su di me”.  Credo non me l'abbia mai detto nessuno a parte mia madre.

Le altre due persone responsabili dell'esistenza di questo fumetto sono Mattia Fontana, editor e grande appassionato di apocalissi (il libro ha infatti un tocco apocalittico, come il periodo in cui stiamo vivendo), e Donatella Franciosi, manager artistica e nel mio caso anche mental coach, per non dire psichiatra.

Bene, ora credo che mi riposerò per un paio di decenni.


FINESTRE

IL MONDO PIÙ PAZZO DEL MONDO (seconda postilla)

La copie del Mondo¹ con le spille dei personaggi, le frasette buffe e le briciole di biscotti sono finite, sono state vendute tutte. Però il libro esiste ancora e può essere preordinato su Amazon, nelle librerie e nelle fumetterie (qualsiasi cosa siano).
Naturalmente più viene preordinato, più aumentano le richieste dei distributori e più aumentano le probabilità che io riesca finalmente a realizzare il grande sogno della mia vita, che, come forse ho già detto, consiste nel comprare la Pro Vercelli² e portarla a vincere l'8° scudetto della sua storia.
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¹ Il mio, non quello di Schopenhauer³
² È una squadra di calcio.
³ Non è curioso che io abbia le stesse iniziali di Arthur Schopenhauer? Questo mi fa capire che occasione io abbia perso non avendo scelto come titolo “Il mondo come volontà e rappresentazione più pazzo del mondo”.



IL MONDO PIÙ PAZZO DEL MONDO (postilla)

Sempre a proposito del Mondo più pazzo del mondo, tre cose che non ho detto:
1) Le copie della prevendita verranno spedite il 20 settembre;
2) La prevendita prevede consegne solo in Italia;
3) Non me la ricordo.

Segue esempio.

IL MONDO PIÙ PAZZO DEL MONDO

Ho fatto il mio primo libro a fumetti. Si chiama "Il mondo più pazzo del mondo" e sarà in vendita dal 27 settembre in tutti i posti dove di solito si vendono i fumetti, ma può essere comprato già ora in prevendita sul link dell'editore, cioè qui.
La copia prevenduta sarà una copia speciale corredata da una frasetta buffa, tre spille con i personaggi del libro, la certificazione timbrata di autenticità, l'autografo con il mio nome finto, le mie impronte digitali e probabilmente anche qualche briciola di biscotti.
Questa è la copertina

Bella vero?
Se questo libro esiste è anche merito (o colpa) di Donatella Franciosi, che scrive contratti molto poetici, e Stefano Antonucci, che ha il potere di trasformare semplici jpg in libri di bellissima carta.
Un ringraziamento particolare va anche al mio fisioterapista (maggiori dettagli qui): grazie persona di cui preferisco non dire il nome!
"Il mondo più pazzo del mondo" non è solo il primo libro a fumetti che io abbia mai fatto, ma è anche il primo che io abbia mai letto.

COSE MISTERIOSE

Nonostante il progredire della civiltà e l’indiscutibile acume intellettuale della specie umana


nell’universo ci sono ancora molte cose misteriose che aspettano una risposta convincente, definitiva e possibilmente breve.
Per esempio, chi ha inventato l’abbinamento prosciutto e melone?  Come gli è venuto in mente? È andato a tentativi? Mortadella e anguria, salame e banana, ciccioli e mandarino, finché un giorno, “eureka!”, prosciutto e mango? “Mm, quasi”. Ma soprattutto perché faceva esperimenti col cibo invece di mangiare la pastasciutta come fanno tutti? Chissà, forse anche i cetrioli nel caffelatte sono buonissimi, solo che nessuno li ha ancora provati. Quante segrete squisitezze ci tiene ancora nascoste il caso? Perché lo Stato non finanzia la ricerca di nuove leccornie? Finanzia praticamente tutto: film, lungometraggi, cinema, perché non finanzia anche le leccornie? E si dice “leccornìe” o “leccòrnie”? Sul dizionario c’è scritto che la gente dice “leccòrnie” ma sarebbe corretto dire “leccornìe”, ma corretto rispetto a cosa? Esiste un dizionario eterno e incorruttibile in orbita intorno al Sole da consultare col telescopio? E se non esiste allora perché non decidiamo tutti insieme di accentare la prima sillaba di tutte le parole? Sarebbe comodo: “léccornie”, “càminetto”, “àlbergo”, éccetera. A proposito, perché gli asciugamani degli alberghi hanno tutti lo stesso caratteristico odore di asciugamano d’albergo? Ovunque, da Varese a New York. Intendo quell’inconfondibile aroma che sembra un misto di limatura di ferro, corde di iuta e minestra d’ospedale. Per caso è usanza degli hotel lavare gli asciugamani con un apposito detersivo fatto di limatura, iuta e ospedale? Oppure esiste un unico centro mondiale di lavaggio degli asciugamani d’hotel a cui tutti si rivolgono per ragioni di, boh, abitudine? Perché la gente cede così facilmente al richiamo dell’abitudine? Se non fosse per l’abitudine che fine farebbero cose palesemente assurde come il latte scaduto con estratto di stomaco di vitello (“formaggio”), le X sulle schede elettorali o le mutande delle donne? Vista la fortunata collocazione dei genitali femminili, le mutande delle donne sono veramente la cosa più inutile del mondo. Per il pene è un altro discorso, è molto difficile proteggerlo dalle intemperie, eppure per qualche motivo gli uomini ci tengono ad averlo lungo. Perché? Non sarebbe molto più utile avercelo, che so, luminoso? (Ho come la sensazione di avere già detto questa cosa del pene luminoso) Certo, questo cambierebbe radicalmente la storia dell’arte figurativa mondiale, ma in peggio o in meglio? Perché i quadri di Picasso sono belli anche se sono disegnati male? E perché i disegni che io facevo al liceo fanno schifo anche se sono disegnati bene? Per caso è il nome che conta? Se Pablo Picasso si fosse chiamato, per dire, Alvaro Pischiappa sarebbe comunque  considerato un grande pittore? Pensiamo per esempio a Mario Schifano, chi mai mangerebbe schifano e melone? Eppure magari è buonissimo.

PIEGARE