GUIDA RAPIDA DI BILBAO

Come ormai è tradizione, ecco la guida rapida di un'altra città: Bilbao. È una guida assolutamente superflua e superficiale, come tutte le cose belle della vita, corredata di disegnini, foto telefoniche e didascalie beffarde. Ma soprattutto è rapida. Come sempre (altra tradizione!) l'ho messa su Instagram, per la precisione qui.
Ora, uno potrebbe chiedersi perché io passi la domenica pomeriggio a fare queste cose invece di portare al parco i miei figli. Giusto. Una spiegazione possibile, benché non esauriente, potrebbe essere che non ho figli (né parchi).


Volendo ci sono anche Lisbona e Valencia.

PAUSA

FEYNMAN SCANSATI

Mi pare che Feynman una volta abbia scritto una cosa del tipo: "se l'umanità dovesse ricominciare da zero e le si potesse regalare una nozione, una sola, in modo da non farle perdere tempo con eteri, flogistici e cazzate varie e farla progredire il più in fretta possibile verso il mondo meraviglioso in cui oggi viviamo, questa nozione sarebbe certamente l'esistenza degli atomi". Magari non ha detto proprio queste esatte parole, ma il senso era più o meno questo.
Beh, io non sono d'accordo.
Cioè sì, ok, belli gli atomi, sapere che esistono è sicuramente molto utile per il progresso della conoscenza, ma Feynman viveva nel mondo degli anni Settanta, quando le cose pazzesche che sono successe durante la seconda guerra mondiale sembravano un incidente di percorso e non il normale modo di essere dell'umanità. Invece in questo mondo degli anni Dieci in cui viviamo noi, dove grazie ai social network puoi vedere quello che c'è dentro la testa della gente, è facile rendersi conto che gli atomi non sono proprio la cosa più urgente. Cioè, voglio dire, la gente crede che le migrazioni siano manovrate da un ebreo novantenne, che le banche siano controllate da una loggia massonica internazionale, che i governi si facciano gli attentati da soli, che il riscaldamento globale non esista, che i campi di sterminio nazisti non siano mai esistiti, che l'allunaggio dell'Apollo 11 non sia mai esistito, che l'AIDS non esista, che Obama non sia nato negli Stati Uniti, che Hillary Clinton sia a capo di un'organizzazione di pedofili che si riunisce periodicamente nello scantinato di una pizzeria, che i terremoti siano provocati da antenne radio in Alaska, che Ebola sia stato creato dall'industria farmaceutica, che gli aerei di linea spargano sostanze chimiche per cambiare il clima, che le malattie si possano debellare con l'omeopatia, con la cristalloterapia, con il piombo, l'arsenico e il mercurio ayurvedici, con l'antroposofia di Rudolf Steiner, con le pietre vaginali di Gwyneth Paltrow, con l'urina, con lo yogurt, con l'interconnessione olistica di mente e corpo, ma assolutamente non con i vaccini, che sono velenosi. Ah, e c'è anche chi crede che la Terra sia piatta. 
Tutte queste stupidaggini circolano veramente, non me le sono inventate, e molte hanno anche masse di adepti, gente agitata, agguerrita e determinata a non farsi imporre la visione del mondo cosiddetta ufficiale. Ora, preso atto della situazione, la cosa che più mi sbalordisce quando esco di casa è di non imbattermi nel rogo di una strega.
No, sul serio, a che ci servono gli atomi? Per me la nozione che bisognerebbe dare subito all'umanità fin dalla preistoria è quella di campione statistico rappresentativo. Senza dettagli matematici né niente, giusto l'idea che se vuoi trarre conclusioni generali da casi particolari, questi casi devono essere:

a) selezionati in modo casuale

b) tanti.

Tutto qui.
Lo so che detto così è un concetto vago, impreciso, scientificamente inutilizzabile, eppure è già potentissimo. Pensaci, Richard, già con questa semplice nozione sparirebbero di botto tutte le cure pseudomediche. Sì, perché nessuno userebbe più come prova dell'efficacia di una cura il classico "con me funziona", visto che ognuno sarebbe perfettamente consapevole che il suo caso personale, essendo un caso singolo, non è un campione statistico rappresentativo. "Uno" non può in nessun modo essere inteso come "tanti",  e così ognuno saprebbe che se una pallina di zucchero gli ha fatto passare il mal di schiena, ciò significa solo una di queste tre cose: il mal di schiena sarebbe passato comunque; il mal di schiena non è passato ma per qualche motivo ora è sopportabile; il mal di schiena ce l'ha nella testa.
"Eh, ma anche con tutti i miei amici funziona e i miei amici sono tanti". Benissimo, allora la condizione b) della definizione data sopra è soddisfatta, ma non è soddisfatta la condizione a). Infatti l'amicizia, pur essendo una cosa bellissima, non è un metodo di selezione casuale, dunque, anche in questo caso, non c'è nessun campione statistico rappresentativo da cui poter trarre conclusioni generali.
"Vallo a dire a tutte le persone con cui la pallina di zucchero funziona". Mi spiace, ma nemmeno "le persone con cui la pallina di zucchero funziona" sono una selezione casuale di persone, visto che, tanto per fare un esempio, mancano "le persone con cui la pallina di zucchero non funziona". 
Visto? In un attimo tutta l'umanità, già dal primo giorno su questo pianeta, sarebbe in grado di debellare la stregoneria, la magia e forse anche le religioni. Dove con “religioni” intendo sia quelle teiste che quelle atee, come le ideologie politiche o il tifo calcistico.
E anche il razzismo. Proprio così, perché se un giornale preistorico desse ogni giorno la notizia che uno straniero ha rubato le conchiglie a un italiano, ognuno sarebbe conscio del fatto che il campione non è selezionato in modo casuale, ma è selezionato da una redazione che, per quanto precisa e obiettiva possa essere, deve selezionare i casi che fanno notizia, e uno straniero che ruba fa molta più notizia di un italiano che ruba. Che gli italiani rubino lo sanno tutti.
Bello, no? E potrei citare tante altre false credenze che sparirebbero in un attimo grazie alla meravigliosa nozione di campione statistico rappresentativo. Poi, è ovvio, non sto dicendo che questa nozione farebbe sparire tutte le stupidaggini del mondo, sto solo dicendo che di sicuro ne farebbe sparire molte di più dei tuoi atomi, caro Dick.

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