GLI ANIMALI SONO STUPIDI

Quando si dice che gli animali sono intelligenti, lo si dice in relazione all’intelligenza che ci si aspetta da un animale, non in assoluto, altrimenti non ci sarebbe tutto questo stupore quando un gatto riesce a riconoscersi allo specchio. Tutti siamo pieni di ammirazione se un animale mostra un piccolo segno di attività cognitiva complessa, proprio perché non ce l’aspettiamo; invece per stupirci dell’intelligenza di un essere umano, il povero cristo deve come minimo comporre una fuga a quattro voci o risolvere un’equazione tensoriale differenziale del secondo ordine. Nessuno dice “ehi, guarda che intelligente mio figlio! Sa riconoscersi allo specchio!”.

È vero, ci sono animali che sanno fare cose inimmaginabili per un essere umano, come gli scimpanzé che sanno memorizzare in pochi secondi lunghe sequenze di simboli, ma poi la cosa finisce lì, non è che puoi farci conversazione. Prova ad andare a mangiare la pizza con uno scimpanzé: nessuno definirebbe “intelligente” una persona che entra in pizzeria senza mutande e mangia con i piedi nel piatto.

Penso che siamo tutti d’accordo se dico che ogni specie animale è intelligente nel proprio ambito, in relazione alle azioni per cui è evolutivamente predisposta e rispetto a ciò che le è necessario per sopravvivere e riprodursi. Un’aragosta che non coglie il punto della dialettica hegeliana non è stupida, è solo che, a differenza degli esseri umani, la metafisica non è una cosa che le serve per riprodursi. Secondo questa accezione relativa dell’intelligenza, ha perfettamente senso dire che un cane o un gatto sono intelligenti, caninamente e gattescamente intelligenti. Il problema è che molti parlano di intelligenza animale in senso assoluto, come quelli che dicono che i delfini parlano una vera e propria lingua, che i pappagalli possono comprendere le conversazioni umane, che i corvi sanno contare (omettendo di precisare che sanno contare solo fino a quattro), che i gatti capiscono tutto ma sono troppo pigri per darlo a vedere e così via. Ovviamente sono tutti miti, per quanto un animale possa essere intelligente, rispetto a un essere umano è stupido. Un animale intelligente è stupido anche rispetto al più stupido degli esseri umani.

Per esempio, anni fa i miei avevano un cane che sapeva aprire le porte di casa; sapeva persino aprire una porta facendo scorrere il chiavistello. Era un cane molto intelligente, ma se avesse avuto il cervello, che so, di un leghista, tutti lo avremmo considerato sconvolgentemente più intelligente. Immagina un cane che viene a dirti “oh, lo sai che il cambiamento climatico è una bufala?”, sarebbe il cane di gran lunga più intelligente di tutta la Storia del pianeta, eppure, in termini assoluti, sarebbe un idiota.

Un animale intelligente, intendo veramente intelligente, non intelligente nel senso di “ogni creatura di Dio è intelligente a modo suo”, dovrebbe come minimo essere in grado di conversare.


Ciao, Gatty! Hai fame?

No, sto meditando su come risolvere i problemi del mondo.

Cioè?

Tipo come insegnarti a non chiedermi certe ovvietà.

Non potresti dire “miao” come fanno tutti i gatti normali?

“Miao”, contento? Ora dammi da mangiare.

Ordiniamo una pizza?

Ok. Per me una crocchette e friarielli.


Questo è un dialogo fra me e ChatGPT, dopo che gli ho chiesto di interpretare il personaggio di un gatto. Ci pensi cosa direbbe la gente se un gatto sapesse dialogare come ChatGPT? Probabilmente gli darebbero subito il Nobel per la letteratura, invece al povero ChatGPT niente: è solo un programma che mette in fila parole secondo algoritmi probabilistici.