COCCODRILLO PAPALE

Siccome non ho più voglia di aspettare, pubblico adesso il mio coccodrillo sul Papa. Tanto cosa cambia? Anche i giornalisti ce l’hanno già pronto, solo che non hanno il coraggio di pubblicarlo. I giornalisti hanno un coccodrillo pronto per chiunque, devono solo riempire il form con nome, cognome e professione: “è prematuramente [eufemismo di morto] il più grande [professione] di tutti i tempi”, “con il suo lavoro ha radicalmente cambiato il modo di concepire [una certa cosa inerente al suo lavoro] in tutto il mondo”, “lascia la moglie e [n] figli”, eccetera, eppure aspettano che uno muoia veramente, come se quello che c’è scritto su un giornale c’entrasse qualcosa con la realtà. Ma come? Scrivi che sono arrivati gli ufo e non scrivi che il Papa è morto? Che senso ha?

Lo scorso fine settimana è prematuramente evaporato in mille bollicine iridescenti Joseph Alois Ratzinger, il più grande prete di tutti i tempi. Grande esperto di metafisica medievale e profondo conoscitore di travestimenti natalizi, con il suo lavoro ha radicalmente cambiato il modo di concepire il fetish in tutto il mondo.


Eletto Papa nel 2005 in seguito a democratiche elezioni divine, in pochi anni ha portato la Sacra Romana Chiesa al culmine del prestigio mondiale. Non si contano i capi di Stato e le importanti autorità religiose che hanno voluto rendergli omaggio.


Benché strenuo difensore della più pura dottrina cattolica, cioè prima che venisse macchiata dalle eccentriche idee della controriforma, Joseph Ratzinger è sempre stato aperto al dialogo con ogni tipo di eresia. Per esempio ha riconosciuto con grande umiltà che il rogo di Giordano Bruno è stato un atto barbaro e assolutamente sproporzionato. Un barbecue sarebbe stato più che sufficiente.
E come dimenticare la sua storica visita in Israele?


Il Rabbino capo ashkenazita così ricorda quel memorabile giorno: «Un uomo cordialissimo e di grande levatura morale, non mi ha nemmeno tirato la barba». Secondo fonti documentate e numerose testimonianze sembra persino che Joseph Ratzinger non abbia mai pestato un ebreo, almeno non dopo il 1945. Tutta la sua vita è stata infatti improntata al non pestaggio degli ebrei, non importa quanto fossero infidi, bugiardi e deicidi, lui non li ha mai sfiorati nemmeno con una mazza da baseball, limitandosi al massimo a qualche occhiataccia. Non è quindi da escludere una sua prossima beatificazione, soprattutto se si tiene conto dei numerosi miracoli compiuti. Per esempio era in grado di guardare la tv senza tv.


Chi lo ha conosciuto personalmente lo descrive come un uomo di cuore, disponibile con tutti e grande amante degli animali: cani, gatti, negri e tutte le razze inferiori in generale. Eccolo mentre gioca con Satana, il suo affettuosissimo rospo gigante.


Ma quello che forse non tutti sanno è che Joseph Ratzinger era anche uno stimato uomo di scienza. Fra i suoi contributi in quest’ambito, tutti fondamentali, è sufficiente ricordare l’introduzione degli epicicli galattici per spiegare l’annosa questione della materia oscura, la fecondazione telepatica per le coppie sterili e le famose dieci domande a Dio, primo esempio nella storia di metodo empirico applicato alla metafisica.


Nome?

Dio.

Religione?

Cattolica.

Sesso?

Maschio.

Anni?

Infiniti, ma me ne sento la metà.

Film preferito?

L’inferno bianco del Piz Palu.

Pianeta preferito?

Terra.

Essere vivente preferito?

Uomo.

Uomo preferito?

Tu.

Quale parte?

Tutto.

Ma ti piace di più il mio profilo sinistro o il destro?

È un peccato avertene fatti solo due.


Lascia la moglie Padre Georg e una splendida collezione di berretti.