INTERVISTA CON L'ESSERE UMANO

Buongiorno. Può dire ai nostri spettatori di Rigel 4 dove si trova il suo pianeta?

Lo dica lei, visto che mi avete prelevato mentre stavo in bagno. Non mi sono nemmeno fatto il bidè.

Questo è umorismo terrestre?

No.

Ok. Mi faccia un segno quando è umorismo.

Non ho idea di dove si trovi il mio pianeta. A scuola non facciamo molta astronomia.

E cosa fate?

Religione. Se vuole le dico dove si trova Dio?

Volentieri, grazie.

È dentro di te.

LEVAMELOOO!!!

È immateriale e invisibile.

Ah ok, meno male. Che sistema politico avete?

Ce ne sono tanti, ma si chiamano tutti "democrazia".

Interessante. E, dica, come funziona questa demopatia?

Democrazia.

Come funziona?

Allora, c'è una destra e una sinistra e la gente vota quello che preferisce.

Destra e sinistra di cosa?

Di niente.

Ah.

Le spiego. La destra vuole limitare le libertà civili, mentre la sinistra vuole limitare le libertà economiche. Poi uno sceglie.

Questo è umorismo!

No no, è la verità. Sulla Terra abbiamo una grande tradizione nel limitare la libertà altrui.

Continui.

Niente, credo che siccome uno non riesce a essere soddisfatto della sua vita, allora si consola rompendo le palle agli altri.

Non potrebbe consolarsi in un altro modo?

Per esempio?

Per mezzo di numerose e frequenti copule.

Non è così semplice.

Ora mi dica del calcio.

Cosa vuole sapere?

Perché passate tutte quelle ore a parlare di una sfera di cuoio?

È il modo terrestre di discutere di ontologia, etica e altre fondamentali questioni filosofiche.

Mm, strano...

Questo era umorismo.

Ah, ah, ah.

Senza virgole.

Ah ah ah.

Meglio.

VERITÀ E ILLUSIONE

Che t’ha detto il dottore?

Ha detto che non ho niente.

Bene.

Neanche un po’ di cervicale. Di solito un po’ di cervicale non la si nega a nessuno.

Meglio così, no?

Sono così sano che mi ha proposto di mettere i miei esami sulla homepage dell’ospedale.

Davvero?

Giuro.

Anche la colonscopia?

Navigabile.

È pur sempre visibilità.

Dice che è tutto nella mia testa. Sono come il malato immaginario di quella commedia di Molière, hai presente?

“Il malato immaginario”.

Proprio quella. In pratica sono matto.

Ascolta, io ho a che fare con gente di tutti i tipi e ti assicuro che i matti non sono come te.

Lo dici solo per farmi piacere.

I matti sragionano, fanno cose assurde come evitare le fughe delle piastrelle o cercare il proprio nome con Google, e soprattutto parlano da soli.

Magari lo faccio anch’io.

Tu?

Per dire.

Io non ti ho mai visto parlare da solo.

Magari lo sto facendo adesso.

Non ti seguo.

Quello che voglio dire è che, magari, adesso mi sto solo immaginando di parlare con te e invece sono qui da solo a parlare con una sedia vuota.

Stai dicendo che non esisto?

È solo un’ipotesi.

Senti, io sono Ganesh. Distinguere la verità dall’illusione è uno dei miei superpoteri.

Sì sì, lo so...

Là fuori ci sono più di un miliardo di persone che credono in me, gente che tutte le mattine si alza, fa le sue abluzioni e poi mi rivolge qualche parola carina. Secondo te sono tutti matti?

Non dico questo.

Parlare con le divinità non rientra nei casi di follia. Okay?

Okay.

Con me caschi male.

Okay, scusa.

PENE

Pare che sulla Terra sia consuetudine andare molto fieri delle dimensioni del proprio pene; non del naso, degli alluci o, che so, del cervello, no, del pene. E non stiamo parlando di differenze di ordini di grandezza fra l’avercelo piccolo o l’avercelo grande, ma di dimensioni che si aggirano sempre intorno ai 15 cm (± 10), eppure basta un centimetro in più per sentirsi i padroni del mondo e un centimetro in meno per iniziare a raccontare che quello che conta non è la lunghezza ma la durata, il diametro, la luminosità o vai a sapere cos’altro, comunque una qualche caratteristica alternativa che l’interessato, guarda caso, ha. Ma nonostante questo grande orgoglio, tutti tengono il proprio pene accuratamente nascosto dentro le mutande invece che metterselo all’occhiello. Non so perché.
Questo per quanto riguarda gli uomini maschi, invece gli uomini femmina, essendo sprovvisti della suddetta propaggine, si vantano delle dimensioni del figlio. Quando infatti un uomo femmina partorisce un figlio, subito si premura di comunicarne le dimensioni e il peso a tutti i conoscenti, i quali dovranno fare finta di essere stupiti.
– È nato Marco! 3,7 kg, 48 cm.
– Fantastico! A riposo o in erezione?

Il resto l'ho scritto qui.

IL NUOVO LAVORO

PROPOSTE PER UN MONDO MIGLIORE

Non invitare politici in trasmissioni televisive dotate di microfoni, o, in alternativa, non invitare politici dotati di bocca.

Abolizione di ogni forma d’arte che si manifesti nella parodia di un crocifisso. Basta. Tutto ciò che era crocifiggibile è stato crocifisso: donne nude, rane, Big Jim, Paolo Villaggio, Superman. È talmente banale crocifiggere qualsiasi cosa che non sia Gesù, che quando vedi Gesù in croce pensi: “geniale”.

Soppressione dell’espressione “in quantità industriale”, a meno che non si stia parlando di prodotti industriali.

Le autorità religiose e secolari possono indossare costumi buffi solo a carnevale, esattamente come tutti gli altri.

Chiunque si genufletta non potrà più rialzarsi.

Ogni cantante, poeta o scrittore ha a disposizione novantanove “amore”, dopo di che muore.

Tutti i leghisti diventino neri. A parte il pene.

Per par condicio, qualsiasi servizio televisivo che parli di ufo o di apparizioni miracolose deve essere accompagnato da risate fuori campo.

Tutti coloro che ammirano la straordinaria perfezione dell’universo verranno infestati dalla Taenia Solium. Così potranno ammirare la straordinaria perfezione dell’universo più da vicino.


Se uno parla a nome di Dio, deve esporre il cartello: “riproduzione non autorizzata”.

Il suono del clacson deve diffondersi all’interno dell’abitacolo, non all’esterno.

Minare i campi da calcio.

Il sistema politico in cui viviamo va benissimo, purché si disattivino i pulsanti del Parlamento.

Tutti gli operai che votano a destra vanno immediatamente accontentati: salario dimezzato, niente ferie, cinquanta ore di lavoro settimanali e due spilloni roventi nei capezzoli.

Deviare l’orbita di Apophis su Massimo Boldi.

Il blog di Grillo può essere letto solo con uno scolapasta in testa.

Tutti gli inni nazionali vanno eseguiti con le ascelle.

Chi telefona per fare spam diventa giallo fosforescente per una settimana. Poi ci penso io.

Quando uno fa un’omelia, una ramanzina o un qualsiasi predicozzo moraleggiante, alla fine deve apparire il numero di volte che si è masturbato. Questo per mettere le cose nella giusta prospettiva.

(8312).

POLCHINSKI!

Come forse qualcuno avrà notato, è tantissimo tempo che non faccio un'animazione nuova. L'ultima che ho disegnato con queste mie incolpevoli mani è stata Preti, apparsa in rete il 7 ottobre 2013. Il 7 ottobre 2013 è un sacco di tempo fa. Da quel giorno sono successe moltissime cose che hanno cambiato per sempre il mondo, anche se al momento non me ne viene in mente nemmeno una.
Il problema è che sto facendo una serie web molto complessa, come credo dimostrino i seguenti disegni.






E potrei continuare all'infinito.
L'osservatore attento avrà sicuramente notato quanta cura c'è nella realizzazione dei baffi. Contrariamente a quello che si crede, i baffi sono un dettaglio anatomico molto difficile da disegnare, soprattutto quando non si è capaci. Io, per aiutarmi, ho prima realizzato un modello in gesso in scala 10:1, in modo da potere apprezzare i dettagli di ogni singolo pelo, poi, con l'aiuto di un moderno calcolatore elettronico, ho creato un comodo modello 3d che mi ha permesso di osservare dei veri baffi umani da tutti i punti di vista possibili, anche da dentro la bocca. Non che mi sia mai servito, ma ero curioso.
A tutto questo si è poi aggiunto un problema non meno delicato: la scelta del titolo. Può sembrare una cosa da poco, ma un titolo può cambiare totalmente il senso di un'opera. Che impressione farebbe Moby Dick se si intitolasse "Giancarlo"?
Al momento sono indeciso fra questi titoli: "L'indomabile condiscendenza di Polchinski", "L'inflessibile compiacenza di Polchinski", "La graffiante elusività di Polchinski", "L'irresistibile moderazione di Polchinski", "La dirompente compostezza di Polchinski", "L'irriverente cedevolezza di Polchinski", "La spregiudicata ordinarietà di Polchinski", "L'entusiasmante prevedibilità di Polchinski", "L'irrefrenabile aplomb di Polchinski", "La sbalorditiva non sbalorditività di Polchinski", e così via, o magari solo "Polchinski".
Dovrebbe essere pronto nel 2016 d.C., dove d.C. sta sia per "dopo Cristo" che per "dopo, Cristo!".

LAVORI CREATIVI

ABRAMO NEL MIRINO DEL SIGNORE

Abramo era uno che non perdeva mai il controllo. Nessuno ricordava di averlo mai visto sudare. Qualsiasi cosa facesse, Abramo non sudava mai, squartava buoi e agnelli con la stessa tranquillità di uno che sbuccia un mandarino.
Una sera il Signore decise di fargli uno scherzo. Mentre Abramo stava marchiando a fuoco alcuni schiavi appena nati, il Signore lo chiamò.


Abramo, Abramo!

Eccomi.

Prendi tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio che ami, e offrilo in olocausto su un monte che io ti indicherò.

Okay.


Il giorno dopo, Abramo si alzò di buon mattino, caricò la legna per l’olocausto sull’asino e partì con due servi e il figlio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.


Dove stiamo andando, papà?

Andiamo a fare un olocausto.

Fantastico! E dov’è l'agnello?

A questo pensiamo dopo.


Dopo tre giorni di viaggio Abramo alzò gli occhi e da lontano vide il luogo indicato dal Signore. Lo riconobbe perché c’era un cartello con scritto “luogo indicato dal Signore”. Allora Abramo disse ai suoi servi:


Fermatevi qui con l’asino. Io e il ragazzo andremo fin lassù a fare l’olocausto. Tu, Isacco, prendi la legna.

Tutta quanta!?

Sì.

Ma non può portarla l’asino?

È stanco.

Davvero?

Chiediglielo.

Cosa?

Chiedi all’asino se è stanco.

Asino...

Si chiama, Acbor.

Acbor, sei stanco?

Siii-hi-hi!


Tutti si voltarono verso Abramo: si copriva la bocca con una mano e faceva il verso dell’asino. Nessuno ebbe il coraggio di smascherarlo.
Abramo montò in groppa al figlio e con sicure nerbate lo guidò in cima al monte. Giunti al luogo che Dio aveva indicato, Abramo costruì un altare e ordinò al figlio di preparare la legna e il fuoco.


Padre mio!

Eccomi.

Ho preparato la legna e il fuoco, ma dov’è l'agnello?

Arriva, arriva...

Papà.

Che c’è ancora?

Perché mi stai legando?

Per sicurezza.


Abramo depose Isacco, il suo unico figlio che amava, sopra la legna, poi stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma a quel punto l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse:


Abramo, Abramo!

Eccomi.

Lascia andare tuo figlio! Era uno scherzo.

Ma ho quasi finito.

Prendi l’ariete che è lì nel cespuglio.


Terminato l’olocausto, Abramo tornò dai suoi servi e insieme si misero in cammino verso Bersabea, dove Abramo abitava con Sara, sua moglie. Giunto a casa, Sara gli corse incontro.


Non c’era anche Isacco con te? 

Certo.

E dov'è?

È qui davanti ai tuoi occhi, non riconosci più tuo figlio?

Abramo...

Cosa?

Questo è un ariete.

No, è Isacco.

Ti dico che è un ariete.

Chiediglielo.

VIOLENZA

TUTTO L'UNIVERSO IN UN ANNO

Supponiamo che tutta la storia dell'universo, dal Big Bang fino a questo post, sia concentrata in un anno invece che 13 miliardi e 700 milioni. In pratica è un universo in scala 1:13700000000, solo che la scala non è riferita alle dimensioni, ma al tempo.

1° gennaio, ore 00:00. Inizia l'universo. Tutto lo spazio è riempito da una nebbia luminosa che si dirada man mano che l'universo si espande.

Ore 00:15. L'universo è diventato trasparente, anche se purtroppo non c'è niente da vedere. C'è solo del gas freddo, dove con "freddo" intendo 3000 gradi, che può sembrare tanto, ma rispetto ai +∞ dell'inizio si può dire che ha rinfrescato.

11 gennaio. Si forma la prima stella.

27 gennaio. Le stelle hanno ionizzato tutto il gas. Per il resto l'universo va avanti tranquillamente senza troppe novità: le stelle nascono e muoiono, le galassie invecchiano, il gas va esaurendosi.

31 agosto, verso le 10. Si forma il Sistema Solare.

29 settembre. Sulla Terra appare il primo organismo unicellulare. È una cosa senza nucleo e con tutta la roba mischiata alla rinfusa nel citoplasma, ma, cosa incredibile, è viva e nuota felice nei mari primordiali.

19 novembre. Appare la prima cellula col nucleo e tutte le sue cosine al posto giusto. La vita inizia a fare sul serio.

17 dicembre. La Terra si riempie di tantissime forme di vita pluricellulari molto più avanzate e carine di quelle che c'erano prima, come questo cucciolo di trilobite.


Natale. Dinosauri!

27 dicembre. Casca un asteroide.

31 dicembre. E così, ridendo e scherzando, si è arrivati all'ultimo giorno dell'anno. C'è aria di festa. Alle 20:24, arrivano gli Ardipitechi, giusto in tempo per il cenone.

21:21. Australopitechi.

22:12. Si fa vivo il primo Homo. Si chiama Habilis, anche se non sa nemmeno andare in bicicletta.

Alle 23:52 tutti gli animali della Terra si alzano in piedi per salutare l'ingresso di una creatura veramente speciale: l'Homo Sapiens. È in quel momento che inizia la grande e entusiasmante avventura dell'essere umano nel mondo, 8 minuti fa. I primi 7 minuti li passa a sopravvivere.

23:59. Un iracheno inventa l'agricoltura. Tutti festeggiano.

23:59 e 48 secondi. Un altro iracheno inventa la scrittura. Tutti festeggiano di nuovo, anche se nessuno sa leggere.

23:59 e 50 secondi. Inizia il conto alla rovescia. Meno dieci! Antico Regno d'Egitto.

Sette! Polis.

Cinque! Impero romano.

Quattro! Caduta dell'impero romano.

Tre! Sacro Romano Impero.

Due! Prima crociata

Uno! Guerra dei trent'anni, prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale.

Auguri!