PATERNITÀ

SVIZZERO DENTRO

Qualche settimana fa sono stato a Zurigo. Volevo solo verificare che i luoghi comuni sugli svizzeri fossero tutti al loro posto e sì, sono tutti al loro posto: strade pulite, tram puntuali, erba tosata e pettinata, rösti fatti col compasso e tanti piccoli coniglietti di cioccolato che saltellano per strada. Non sembra Zurigo, sembra il set di un film su Zurigo, tutto preciso, ordinato e perfetto, proprio come me, perché io sono così (dentro), preciso, ordinato e perfetto (dentro). In Svizzera funziona tutto (proprio come dentro di me): gli orologi, i coltellini multiuso, le strisce pedonali. Le strisce pedonali sono una cosa incredibile, appena ti avvicini tutte le macchine nel raggio di tre chilometri iniziano a rallentare, più ti avvicini più loro rallentano e quando metti il piede in strada sono già tutte ferme, precise, ordinate e perfette ad aspettare i tuoi comodi. Per non metterti fretta la gente finge pure di fare qualcos’altro: chi consulta stradari, chi manda sms, chi fa flessioni sul cruscotto. Importante: tutti si fermano tranne i tram, i tram cercano di investirti. Credo sia una questione di priorità, evidentemente nella grande lista dei luoghi comuni svizzeri la puntualità dei mezzi pubblici viene prima del rispetto della segnaletica orizzontale, e entrambe le cose vengono prima della vita umana. Che popolo straordinario. In Italia la gente si batte per la vita di ovuli e spermatozoi, invece in Svizzera se non righi dritto ti mettono sotto col tram e amen.
E poi niente punkabbestia, niente suv, niente cacche di cane, cosa si può desiderare di più? Ho girato la città per tutto il fine settimana e ho trovato solo due cacche. Due! Nella città dove abito io ce ne sono circa quattrocentomila, tutte con diritto di voto. Perché non sono nato in Svizzera? Che senso ha far nascere uno svizzero in Italia?
In Svizzera la gente è sempre gentile, anche se sei uno straniero.


Scusi, signor Svizzero, dov’è il duomo?

Ich spreche kein Italienisch, du Idiot.

Ho la mappa, ma non trovo il “voi siete qui”.

Wir sind nicht mehr im achtzehnten Jahrhundert, du Depp, als deinergleichen noch durch Europa schlappen konnten um euere Scheißsprache zu sprächen.

Il duomo, sto cercando il duomo.

Leck mich am Arsch!


Che gente affabile, non sapevo indicassero col dito medio. Prendo il taccuino e me lo annoto. Sì, perché oltre a verificare i buoni vecchi luoghi comuni svizzeri, quando posso mi piace anche scoprirne di nuovi. Per esempio ho scoperto che i maschi svizzeri non guardano le donne. Non solo non le apostrofano e non le prendono a fischiettate, ma non le guardano nemmeno. Ero in un bar lungo il Limmat con la mia birra, quando a un certo punto vedo passare una ragazza con una grossa personalità, a occhio e croce una sesta. È incredibile, sembrava che sotto la maglia avesse due cocomeri. Non che io la stessi guardando, ci mancherebbe, ero solo incuriosito dallo strano modo in cui gli svizzeri trasportano i cocomeri. Mi guardo intorno e noto che nessuno la guarda, nessuno. In Italia quando passa una donna vedi le teste degli uomini puntare tutte verso lo stesso punto come tante bussole, invece in Svizzera niente, è come se passasse un essere umano. Appena ho capito che non erano cocomeri anch'io ho abbassato subito lo sguardo, ho fatto un paio di foto e l’ho abbassato. Questa è civiltà, mi sono detto, e io sono proprio così: civile, preciso, ordinato, perfetto e rispettoso dei cocomeri altrui (dentro).
Sui miei geni sventola la bandiera svizzera, e sono sicuro che da qualche parte dentro di me c’è un tram puntuale che muore dalla voglia di mettere sotto tutti gli italiani.

VILIPENDIO

Oggi quattordici maggio eccetera si dibatte la causa eccetera contro il dottor Smanazzi Luigi intentata da Truppani Paola detta “cicciona”.

Quella è l’imputazione, vostro onore.

Intentata da Truppani Paola chiamata dal dottore di cui sopra con l’infamante epiteto di “cicciona”. È corretto ora?

Corretto, vostro onore. Il dottor Smanazzi Luigi ha più volte chiamato la mia cliente “cicciona”.

Più volte?

Esatto. Non si è limitato a dirle “cicciona”, ma ha detto “cicciona, cicciona, cicciona” --

Obiezione, vostro onore!

Obiezione respinta! Continui pure.

“Cicciona, cicciona, cicciona, cicciona, cicciona e cicciona”.

Quindi, vediamo se ho capito, il dottor Smanazzi sostiene che la qui presente signora Truppani sia una cicciona?

Precisamente, vostro onore.

Signora Truppani.

Sì, vostro onore.

Il dottor Smanazzi eccetera ha per caso detto che lei è una “cicciona”?

Sì, vostro onore.

Sì, cosa?

Lo ha detto.

Detto cosa? Scusi, bisogna verbalizzare tutto.

Cicciona.

Chi?

Io.

Grazie, si sieda. Do la parola alla difesa.

Il mio cliente non ha mai detto che la signora Truppani è una cicciona.

Non ho sentito, mi scusi.

Cicciona.

Ah, okay.

Il mio cliente ha solo detto che la Truppani è “eccezionalmente in sovrappeso”, il che è semplicemente un’opinione personale educatamente espressa. Il mio cliente, attirato dalle curiose manovre automobilistiche della Truppani, ha abbassato il finestrino della sua autovettura e, agitando il dito medio in segno di saluto, le ha fatto notare le sue straordinarie dimensioni corporee.

E c’era bisogno di ripeterlo tante volte?

L’obesità è una delle principali cause di morte, vostro onore.

Obiezione, vostro onore! L’avvocato sta insinuando che la mia assistita sia una cicciona.

Obiezione respinta. Chiamo il teste numero sedici. Teste, lei ha sentito il qui presente dottore chiamare la signora Tripponi “cicciona”?

Truppani, vostro onore.

L’ha sentita chiamare “truppani”, qualsiasi cosa voglia dire?

No, vostro onore. Il dottore l’ha chiamata “grassona”.

Ne è sicuro?

Sì, vostro onore. Grassona, panzona e barile di lardo.

Anche ammasso di ciccioli?

No, non mi sembra.

Carcassa di balena?

No.

Gigantesco aborto di maiale puzzolente?

No.

Va bene. Nel nome del popolo eccetera io condanno il dottor Smanazzi Luigi a chiedere scusa. Chieda scusa, dottore.

Adesso?

Chieda scusa alla Trippona!

NON È COSÌ COSÌ CIÒ CHE È COSÌ COSÌ, MA È COSÌ COSÌ CIÒ CHE NON SAPREI

Bellissimo.

Bellissimo?

Sì.

Ma se è bruttissimo.

No.

Parecchio, anche.

Non lo è.

Lo è.

Forse è perché non l’hai capito.

Io?

Proprio così.

E cosa c’è da capire?

Per esempio che è bellissimo.

Ho capito tutto quello che c’è da capire.

Mi sa di no.

Ed è bruttissimo.

Non è bruttissimo.

Mai visto niente di più bruttissimo.

Impossibile.

Che ne sai?

Perché è bellissimo.

Non lo è.

Lo è.

Non è neanche lontanamente bellissimo.

È bellissimo da cima a fondo.

Figuriamoci.

È così.

È la cosa meno bellissima che abbia mai visto.

Cosa stai insinuando?

Che è bruttissimo.

Certo...

Certo!

Dimostramelo.

Facile: fa schifo.

Non fa schifo.

Lo fa.

Non lo fa.

Lo fa e lo rifà.

Come fa a fare schifo se è bellissimo? Ragiona.

Si vede che a te piace il bruttissimo.

Mai piaciuto.

Tranne adesso, vuoi dire.

Non mi piace nemmeno il brutto, figuriamoci il bruttissimo.

Il brutto?

Sì.

E che cosa sarebbe?

Hai presente il così così?

No.

Nemmeno io.

TONNO SCATENATO

Un po’ di tempo fa mi è apparso Dio. Non un Padre Pio qualsiasi, ma Dio in persona. Me lo ricordo perché era giovedì e mi stavo tagliando le unghie dei piedi, che è una cosa che non faccio praticamente mai e comunque mai di giovedì.
Mi appare nella sua mandorla laser sorretta da una o due scarrettate di protomi d’angelo. Mai visti tanti protomi d’angelo nel mio bagno, è un miracolo che non sia saltata la corrente. La gente che fa così tanta luce di solito parla con l’eco e lui non fa eccezione. Sembrava l’introduzione del dolby sourround.


SAAANDROOO!!!

Non mi chiamo Sandro.

MARIOOO!!!

Scusi, potrebbe spegnere l’amplificatore? Sa, i vicini...


Che brava persona. Spegne mandorla e tutto e si siede sul cesto dei panni sporchi. Così, come uno qualsiasi.


Sono Dio.

Sì, questo l’ho capito.

Non ti spiace se fumo, vero?

Per niente.

Sono venuto perché mi fai pena.

Grazie.

I tuoi cortometraggi fanno pena.

Ma sono solo dei --

Non ho finito.

Scusi.

Sono venuto a dirti come sfondare.

Sfondare? Io non voglio sfondare.

Questo raccontalo a chi non è onnisciente. Senti, se fai come dico io verrai proiettato in tutti i festival del mondo, vincerai palme d’oro, orsi d’oro e tanti di quei leoni d’oro che potrai aprire uno zoo d’oro. In confronto a te Ang Lee sembrerà uno che a Venezia era solo di passaggio, Hollywood diventerà il tuo salotto di casa e Quentin Tarantino sarà il tuo autista privato, verrai celebrato da tutto il mondo, imparerai a volare e vivrai in eterno.

Sarò selezionato anche al festival di Imperia?

No.

Okay, mi accontento. Che devo fare?

Scrivi un lungometraggio.

Oddio, non so se sono all’altezza.

Non lo sei.

Ah.

Tu inizia a scriverlo, scegli un titolo socialmente impegnato, tipo “La saliva di Amalia” o “Tonno scatenato” e al resto ci penso io.


Mi sono subito messo a scrivere la sceneggiatura. Cinque lunghissimi e faticosissimi minuti di lavoro, ma alla fine ne è valsa la pena. È come quando fai un figlio: sudore, fatica e nove mesi di donna fuori uso, ma poi alla fine che soddisfazione vedere quel coso che annaspa, puzza e dice “mghempfgh”.
Ieri suona il telefono. Me lo ricordo perché mi stavo lavando i denti. Era Dio.


Così? Per telefono? Neanche un arbusto ardente?

È più economico, senti...

Dimmi tutto.

Ti ho preso per il culo.

MECCANICA IRRAZIONALE

Un fenomeno che non è stato ancora studiato con la dovuta attenzione è l’aggrovigliamento dei cavi. Si tratta di un fenomeno ben noto, in particolare a chi per professione o per diletto conduce una vita a stretto contatto con cavi, fili o cordicelle di vario genere, e può essere descritto come segue: presi due o più cavi in quiete e posti a piccola distanza fra loro, cioè a una distanza molto minore della loro lunghezza, essi si aggroviglieranno saldamente l’uno intorno all’altro come annodati da esperte mani di marinaio in un tempo molto inferiore a quello necessario per sbrogliarli e, soprattutto, senza l’intervento di nessun marinaio.
Se per esempio prendiamo due cavi A e B e li adagiamo su una superficie piana come in figura


essi assumeranno rapidamente una delle seguenti configurazioni:




Ma anche molte altre. È stato calcolato che il numero di modi in cui due cavi possono aggrovigliarsi è il più grande numero con cui il genere umano abbia mai avuto a che fare, esso è infatti pari a nc+1, dove nc è il numero di modi in cui due cavi possono aggrovigliarsi.
Qual è la causa di questo fenomeno? Pare che esista una forza di attrazione che si esercita fra le cose lunghe e sottili. Questa forza è detta “forza gordiana” e va ad aggiungersi alle altre forze fondamentali già note: gravitazionale, elettromagnetica, forte, debole e così così. Questa forza ha un raggio d’azione che è proporzionale alla lunghezza dei cavi, ma la sua intensità non dipende dalla distanza fra essi, bensì dalla loro utilità. Più i cavi sono utili, più si aggrovigliano. Se per esempio mettiamo due cavi di cui non ci frega assolutamente niente sul pavimento dello sgabuzzino e chiudiamo la porta per una settimana o due, quando torneremo a controllare li troveremo esattamente nella stessa posizione in cui li avevamo lasciati. Nei casi come questo la forza gordiana è nulla. Ciò è stato ampiamente verificato dal seguente esperimento condotto negli anni Novanta nei laboratori del Gran Sasso: si sono presi un centinaio di lacci da scarpe, li si è disposti a casaccio in una scatola di cartone e si è abbandonato il tutto in un sottoscala. La scatola non è stata ancora aperta, ma osservazioni in banda X confermano che i lacci sono ancora tutti come li si era lasciati, cosa che ha suscitato non poco scalpore nel mondo scientifico, tanto da far passare in secondo piano il fatto che i lacci da scarpe emettano raggi X.
Se invece uno si corica sul divano ad ascoltare la musica con gli auricolari collegati al computer, magari dando a vedere di sentirsi perfettamente comodo, il cavo dell’alimentazione e quello degli auricolari formeranno immediatamente un’unica grande matassa informe, impedendo qualunque tipo di movimento e avvolgendosi più e più volte intorno a tutto ciò che ha la forma di un collo umano.
Si può dunque concludere che la forza gordiana (F) è proporzionale all’utilità dei cavi (µ) e alla fretta di chi li usa (ƒ).

F = a × µb × ƒc

Dove a, b e c sono le prime tre lettere dell’alfabeto.
Se i cavi sono indispensabili e la fretta è smodata, la forza gordiana sarà così grande che nessuna bestemmia potrà controbilanciarla. In questo caso si avrà un collasso gordiano e la formazione dell’omonimo nodo. Questo spiega perché quando ci si allaccia le scarpe per andare in stazione a prendere il treno, i lacci formano un nodo di tale densità da far ripiegare su se stesse le dimensioni dello spazio-tempo. È la famosa teoria delle stringhe.
In futuro, quando si conoscerà un po’ meglio il meccanismo alla base dell’aggrovigliamento dei cavi, questa forza potrà forse essere sfruttata per produrre energia elettrica in apposite centrali a cavi. Basterà prendere degli uomini scalzi che devono perdere il treno, un treno e in mezzo un mucchio di scarpe.

SONDAGGISMO PSICOLOGICO

A me il Tg La7 piace, e non perché dice le cose che penso (un Tg che dicesse le cose che penso chiuderebbe ancora prima di finire lo strombettamento della sigla), ma perché parla più o meno di cose che mi interessano. A me non frega niente di chi abbia ammazzato Jennifer Scagnozzi, di quanto siano teneri i cuccioli di Nautilus o di quali acrobazie sessuali eseguano le principesse e i principi sparsi in giro per il mondo, a me interessa la politica e il Tg La7 di questo parla, politica: politica interna, politica estera, fantapolitica, tutta la politica che un uomo può desiderare all’ora di cena. Ma purtroppo anche il Tg La7 ha un difetto, un difetto enorme, una cosa che dovrebbe offendere l’intelligenza di un qualsiasi mammifero mediamente evoluto, ma che, a quanto pare, lascia invece indifferente il telespettatore mediamente involuto.
Com’è noto c’è il diffuso malcostume di dare i risultati di un sondaggio senza menzionare il loro margine di incertezza, cioè l’intervallo entro cui quei risultati possono essere ritenuti affidabili.  Conoscere l’intervallo di affidabilità è una cosa fondamentale, dal momento che la statistica non è un’arte divinatoria. Non è come gli oroscopi che possono fare previsioni senza incertezze, privilegio tipico di ogni forma di ignoranza. Chi fa i sondaggi non va a Delfi a interrogare Oracoli né fruga nell’intestino degli uccelli, semplicemente intervista la gente: più gente intervista più piccola è l’incertezza. Dire che un partito è al 50% non significa niente se non si conosce anche l’incertezza, perché c’è molta differenza fra il 50% ± 0,1% o il 50% ± 50%, precisamente la stessa differenza che passa tra un’informazione e un niente.
Il Tg La7 va ben oltre questo malcostume. Il Tg La7 commissiona un sondaggio alla settimana e ogni settimana commenta minuziosamente le variazioni nel consenso dei partiti dicendo cose come: Sinistra Allegria a Volontà è passata dallo 0,2 allo 0,4%, la Lista Bocchino-Spennella è scesa dello 0,1% nonostante lo sciopero delle feci del suo storico leader, per la prima volta il Centro-Sinistra si porta a 0,3 punti dal Centro-Nulla, e così via. Visto che una variazione è significativa solo se è superiore o perlomeno poco inferiore all’intervallo di affidabilità, uno si chiede: ma quante persone hanno intervistato per avere un’affidabilità dello 0,1%? Centomila? Un milione? Dopotutto la Telecom non dovrebbe avere problemi a telefonare a milioni di persone, già lo fa con lo spam. E intanto che uno pensa a queste cose passa questo cartello.


Dire che passa è un eufemismo, in realtà sfreccia. Arriva inaspettato senza che nessuno lo annunci né lo commenti e rimane sullo schermo non più di quattro secondi, giusto il tempo di arrivare a “criteri seg”,  benché le informazioni interessanti siano nella terzultima riga: “1000 casi” e “± 3,1%”.
Mille casi significa che lo 0,1% è una persona, cioè significa che se un partito è sceso dello 0,1% è perché a casa Budelli non ha risposto Luigi, che ha sempre votato quel partito fin da quando ha imparato a fare le X, ma sua moglie Marialuisa, che per distinguersi dal marito dice sempre a tutti di votare un partito diverso, anche se poi, nel segreto dell’urna, vota anche lei lo stesso partito, dopotutto ha poca fantasia. Invece l’intervallo del 3,1% significa semplicemente una cosa: il Tg La7 parla del nulla, minuti e minuti del più puro e limpido nulla.
Ora, io sono disposto a concedere al conduttore il cosiddetto beneficio del dubbio, magari è in buona fede, in fondo i giornalisti non sono tenuti a sapere quello di cui parlano, ma l’esecutore materiale dei sondaggi? Lui sa. Nonostante la sua pettinatura congiuri contro di lui, sicuramente lui sa, eppure, esattamente come il conduttore, discetta imperturbabile di “trend settimanali” dello 0,1%.
Allora io avrei una cosa da dire a questa persona: persona, forse ti interesserà sapere che, stando ai miei accuratissimi sondaggi telepatici, il 100% degli italiani dice che fai ridere.

LE RISPOSTE A TUTTE LE DOMANDE CHE CONTANO

Cosa c’è dopo la morte?

Quello che c’era prima della nascita.

Chi era in realtà William Shakespeare?

William Shakespeare.

La razza umana si estinguerà?

Sì.

Che cosa nascondono gli americani nell’area 51?

Niente.

Si può prevedere il futuro?

Solo se si ha fortuna.

C’è acqua su Marte?

Sì, ma non è potabile.

Qual è il film più bello del mondo?

Guida galattica per autostoppisti, se l’avesse diretto Woody Allen.

Qual è il film più brutto del mondo?

Guida galattica per autostoppisti.

Chi è il capo della mafia?

Ce n’è più di uno.

Sono veramente andati sulla Luna?

Sì.

Perché l’astrologia funziona?

Perché non hai studiato.

Beatles o Rolling Stones?

Nessuno dei due.

Einstein era davvero quel genio che si racconta?

Sì.

Come si sono estinti i dinosauri?

È cascato un asteroide.

Chi ha messo la bomba a Bologna?

Andreotti.

C’è qualcuno in grado di spostare gli oggetti col pensiero?

Tutti quelli con un domestico.

Chi è stato il calciatore più forte di tutti i tempi?

Fa’ un po’ tu.

È vero che il fumo fa male?

Solo al corpo.

E le madonne che piangono?

Fanno finta.

Padre Pio?

È morto.

Dio esiste?

No.

Lo prendo come un sì.

DIARIO DEI LAVORI DI BORDO

20 marzo 2008.
Inizio lavori. Stabile di 120 metri quadri con giardino, cantina, garage e una piccola piccionaia. Uso abitativo/non abitativo (quando sono fuori). L’ingegnere dice che bisogna iniziare i lavori dalle tapparelle, per risparmiare tempo.

21 marzo 2008.
Ore 10.30: arrivo dell’idraulico. Ha deciso di fare gli scarichi del wc a vista in plexiglas retroilluminato, dice che adesso vanno tanto. 1000 euro.

4 aprile 2008.
Tracce segnate dall’elettricista e dall’idraulico su pavimento e muri, variamente aggrovigliate e tutte convergenti nelle siepi dietro il muretto della strada. Presenza di numerosi fazzoletti usati.

11 aprile 2008, mattina.
Tubo dell’acqua portato dal contatore al garage panoramico al terzo piano. Era già previsto che il tubo facesse alcuni giri attorno alla casa (gli operai devono fare moto, dice l’ingegnere), ma siccome mancava loro il fiato (gli operai non sono abituati a fare moto), si è deciso di sostituire il tubo con un secondo tubo al secondo piano che correrà parallelamente a quello del primo facendo il giro da dietro verso la strada in posizione aggettante, ma capovolta, rispetto al magazzino dei Cosulich in via Raimondi (non so se ho capito, ma ho dato l’okay).

11 aprile 2008, sera.
Il garage piccolo verrà usato come wc (nota: l’idraulico suggerisce di installare fari da giardino e microfoni all’interno del water). 1000 euro.

2 maggio 2008.
Posizionamento corrugati per l’impianto di climatizzazione ecologico. Senza consumare un solo chilowatt garantisce il caldo durante l’inverno (australe) e il fresco durante l’estate (australe). 1000 euro.

9 maggio 2008.
Ore 9.30: falegname. Siccome pioveva non ha potuto fare molto, la pioggia lo rende triste. Ha inciso una bellissima poesia lungo tutto il battiscopa, purtroppo illeggibile (è analfabeta).

15 maggio 2008.
Realizzazione della canna fumaria principale, da cui è stato anche ricavato un piccolo wc per gli ospiti (nota: il numero dei wc sta aumentando sensibilmente).

23 maggio 2008.
Il falegname ha sistemato un pezzo di corrimano in legno pregiato (poliuretano o qualcosa del genere) e ha fatto notare che gli infissi possono essere installati tutti nello stesso punto. È più comodo e si risparmiano circa 1000 euro di manodopera.

25 settembre 2008
Ore 16:22: arrivato il piatto doccia in madreperla antichizzata con muschio sintetico. Sarà incorniciato e appeso in soggiorno. 1000 euro.

26 settembre 2008.
Inizio posatura parquet in soggiorno, sottoscala e ripostiglio (in bagno moquette shaggy). Materiale: listoni prefiniti da 3 micron (il cosiddetto parquet omeopatico). 1000 euro.

6 ottobre 2008.
Prosecuzione lavori interni ed esterni: demolizione del corridoio d’ingresso, immagino per costruire un wc.

16 ottobre 2008.
Terrazzino al piano terra: il posatore dice che le piastrelle non possono essere posate perché sono tutte rotte. Serve urgentemente qualcuno che le aggiusti.

20 ottobre 2008, mattina.
Contrordine. L’ingegnere dice che è meglio posare piastrelle nuove, tanto costano solo 1000 euro. Deve solo verificare che in magazzino ci siano piastrelle uguali a quelle rotte (cioè a forma di tanti piccoli frammenti).

20 ottobre 2008, sera.
Le piastrelle (tutte nuove!) sono state posate nel pomeriggio. Meno male, perché quelle rotte non si trovano più.

13 novembre 2008.
Muffa nel sottoscala. 1000 euro.

19 dicembre 2008.
Il fabbro ha involontariamente rovinato tutte le maioliche del caminetto. Lui dice assolutamente di no, non l’ha fatto involontariamente.

9 gennaio 2009.
Ha telefonato il piastrellista: il gres porcellanato 20x20 Easy Douglas non esiste. Ho dato l’okay.

30 gennaio 2009.
Ore 11.00: l’idraulico è andato a prendersi un piatto di lenticchie con lo zampone. 1000 euro. Lunedì dovrebbe sistemare i sanitari provvisori (due secchi di plastica, uno rosso e uno blu) in modo da poter usare il bagno al primo piano visto che si inizierà a smantellare quello al secondo.

9 febbraio 2009.
Rimozione impalcature e apparizione della madonna in mansarda, dove è stato costruito un piccolo wc votivo.

20 aprile 2009.
Fine lavori. Costo complessivo: 1000 euro (nota: manca la porta d’ingresso).

INTERVISTA FRA ME E ME

Com’è nata in lei la passione per le animazioni?

Può darmi dell’io, se vuole.

Volentieri, com’è nata in me la passione per le animazioni?

Sono l’unico modo che ho per realizzare i miei soggetti, per il resto sono una vera e propria penitenza: ore e ore seduto in poltrona a disegnare, ascoltare la musica e sorseggiare vino d’annata. È spossante.

Perché non provo con i film con gli attori in carne e ossa?

Ci ho provato, ma dopo un po’ mi ritrovo sempre da solo. Non so perché, eppure sono molto cortese quando schiaffeggio le persone. Ho provato anche a recitare.

Sì, lo so.

Ma la persona che appariva in video non corrispondeva all’idea che ho di me. Evidentemente la videocamera non riesce a cogliere il mio charme.

Dico qualcosa dei miei cortometraggi.

D’accordo. Qualcosa di mai visto racconta la storia di due alieni ridicoli che arrivano sulla Terra alla ricerca di qualcosa di interessante, ma non trovano niente. Fondamentalmente parla di quanto è brutto il mondo. Nel Giorno del jujitsu c’è un prete che fa a cazzotti col diavolo e parla di quanto è brutto il mondo. Invece Il pianeta perfetto parla di un mondo bellissimo che è esattamente l’opposto del nostro.
Al momento sto preparando un quarto cortometraggio dove forse tratterò il tema di quanto è brutto il mondo.

Come mai impiego così tanto tempo per delle animazioni di cinque minuti quando c’è gente che sforna un film di due ore all’anno?

Mancanza di fondi, ovviamente. Secondo me lo Stato non finanzia abbastanza i giovani registi quarantenni, e se uno non conosce le persone giuste, le ruote da ungere, i cani da abbaiare e non mordere, è impossibile accedere alle poche risorse disponibili. Io per esempio sono costretto a fare tutto da solo: scrivo una storia che interessa solo a me, disegno il corto completamente a modo mio e lo distribuisco nei festival a mio solo e unico beneficio, e tutto questo senza neanche un euro dallo Stato. Non è vergognoso?

È come uno che si compra la macchina con i suoi soldi.

È vergognoso.

Come giudico i miei cortometraggi?

Penso che al momento siano fra i migliori film italiani in circolazione.

Sul serio?

Sì, e questo nonostante non siano un gran che.

Per caso mi sto prendendo in giro?

No, è che ultimamente il tipico film italiano è solo televisione su pellicola.

È esattamente quello che penso anch’io.

I personaggi non sono personaggi.

Esatto.

Sono persone truccate che fingono di essere qualcun altro. È una cosa che si potrebbe sopportare se ci fosse un intento comico, ma c’è più comicità in un’eruzione cutanea che in un film italiano. Prendi i Monty Python, levagli tutta la comicità e ottieni il tipico film italiano.

Non è che sto esagerando?

Okay, prendi Happy Days e levagli tutta la comicità.

C’è qualcos’altro che mi voglio chiedere?

No.