LA GIORNATA TIPO DI DIO

Fin dall’antichità gli uomini si sono interrogati sull’essenza di Dio, la sua natura e altre cose di questo tipo. Esiste? Com’è? Crea mondi? Perché? Sa nuotare? Non sono questioni da poco, soprattutto se si pensa che c’è gente che si fa partire il prepuzio come se niente fosse pur di farselo amico.
Su Dio è stato detto praticamente tutto: che è onnipotente, onnisciente, immanente, trascendente, misterioso, burlone, indifferente, vendicativo, intelligibile, vegetariano, uno, trino, plurimo, morto.
Per gli gnostici, ad esempio, è un gran figlio di puttana. Quando si sente qualcuno che bestemmia, magari è solo uno gnostico che sta pregando.
Da un po’ di tempo a questa parte, diciamo un secoletto, si dice che parlare di metafisica in questi termini sia da sempliciotti. Secondo certa gente Dio non avrebbe nemmeno la barba e il mantello. Io non lo so, ma comunque stiano le cose per me la questione più interessante non è se Dio esiste o non esiste, ma come passa le giornate.
Un tempo rispondere a una simile domanda sarebbe stato fuori dalla portata di qualsiasi studioso. Ai tempi di Sant’Agostino non esistevano i computer e la broad band. Se Sant’Agostino avesse voluto farsi una ricerca, che so, sul quadruplice principio di ragione sufficiente, se ne sarebbe dovuto andare fino ad Alessandria d’Egitto o in qualche altro posto del genere, magari a piedi, e sperare che il libro non fosse fuori.


Desidera?

Non è che per caso avete qualcosa di Schopenhauer?

Mando i ragazzi a controllare.

Ci vorrà molto?

Un mesetto, due al massimo.

Me l’avevano detto che siete efficienti.

Se intanto vuole accomodarsi...

C’è il giornale di quest’anno?

Certo!


È facile immaginare quanto fosse faticoso il lavoro di teologo a quel tempo. Credo sia per questo che li facevano tutti santi.
Oggi per fortuna tutti questi problemi non ci sono più. Se uno vuole sapere qualcosa su qualsiasi cosa c’è Google e in cinque minuti è fatta. Dio poi è uno degli argomenti più trattati e sviscerati di tutto lo scibile (tra l’altro ho scoperto che ha persino un sito con un sacco di link interessanti e una sezione download dove si possono scaricare gli aggiornamenti della propria personalità).
Contrariamente a quello che si pensa, la vita di Dio non è niente di eccezionale. Per certi versi è simile alla vita di un qualsiasi essere umano, solo che è immortale, onnipotente e ricco sfondato.
Alla mattina si alza abbastanza presto, verso le nove (in realtà non avrebbe bisogno di dormire, ma gli piace l’idea) fa colazione cincischiando con Internet, controlla la posta, due carezze al suo cagnolino Gesù e doccia. Anche qui, non ne avrebbe bisogno. Il fatto è che sa quanto sia piacevole starsene sotto l’acqua calda a pensare, finché la pelle non inizia a fare le pieghette.
Anche il pomeriggio non è niente di speciale: un libro, un po’ di musica, una puntatina su qualche sito porno, insomma, le solite cose. L’unica cosa è che non può uscire di casa. Del resto è ovvio, essendo la sua casa l’universo.
La sera è il momento della socialità: una birretta con qualche amico, due battute sulle donne e poi magari un film. Dio non ha molti amici e quei pochi che ha sono tutti immaginari, creati da lui.
Tutto qui. Non è una gran vita. Forse qualcuno potrà trovarla noiosa o addirittura squallida, ma questo è Dio. Non credo sappia che esistiamo. Non è uno speculativo.