L’APPARTAMENTO

Buongiorno, sono venuto per l’appartamento.

Certamente, buongiorno.

Buongiorno.

Signor Marmazzi?

No.

Perfetto, mi segua.

È molto grande.

Le piace?

Molto. Sono anni che penso di trasferirmi in questo quartiere. Ora sto in una zona molto rumorosa.

A me non disturba un po’ di traffico.

Qui ce n’è pochissimo.

Questo lo vedremo.

In che senso?

Vuole darmi il cappotto?

Non ho nessun cappotto.

Ah, no?

No.

E questo qui come lo chiama, lei?

Occhiali.

Venga, le faccio strada.

Al telefono sua moglie mi ha parlato di due bagni. Per me è una specie di fissazione, non so come dire, nel caso abbia degli ospiti, capisce? Non mi piace l’idea che la gente vada nel mio bagno, non mi sembra bello. E poi è anche una questione igienica.

Sta scherzando, vero?

Perché?

Non può avere parlato con mia moglie.

No?

Qui l’unica donna sono io.

Ah, be’, non lo so...

Lo mette in dubbio? Vuole vedere le radiografie?

No, non dico questo.

Magari era Harold.

Harold?

Era sicuramente lui, non ha sentito come pronuncia le zeta? “Polizzia”, “azzione”, “inizziare”. Solo lui le pronuncia così. Da questa parte, venga.

Non ci ho fatto caso.

Era lui.

Ascolti...

Dica.

Come mai continuiamo --

Non smetta di camminare!

Scusi.

Si sbrighi!

Perché continuiamo a girare in tondo?

Ah, se n’è accorto?

Sì.

Basta così! Lei è un uomo molto perspicace.

...

Non faccia il modesto, la modestia non le si addice, soprattutto con quel cappotto. Piacere, Harold Marmazzi.

Francesco.

Piacere mio.

Senta, potrei vedere l’appartamento?

Certo, venga.

Ho un po’ fretta.

Non si deve giustificare, vedere l’appartamento è un suo diritto. Venga, venga.

Centodieci metri quadri, giusto?

Molti di più.

Ah.

Molti, molti di più. Ecco, questa è la camera da letto: comoda, essenziale, forse un po’ ripida, ma confortevole. All’occorrenza può essere anche uno spazioso ripostiglio. Qui c’è il bagno: mancano i sanitari, ma volendo si possono mettere, io personalmente lo trovo più comodo così.

Ora devo andare.

Non le ho ancora mostrato il resto.

Devo proprio andare.

Il soggiorno, la sala da tè, il laboratorio odontoiatrico, il planetario --

Mi dispiace.

Guardi almeno la stanza dei bambini.

Non importa, sono single.

Che c’entra questo?

Ascolti --

Solo una sbirciatina.

Mi piacerebbe, ma --

Ci vuole un attimo.

...

Che le costa?

D’accordo, solo un attimo.

Venga. Stia attento alla testa.

C’è buio.

Dopo un po’ gli occhi si abituano.

Non si può accendere la luce?

È già accesa.

Non si vede niente.

Siamo arrivati.

Non si vede assolutamente niente!

Apra.

Cosa?

Apra la porta.

Perché io?

Apra.

Ha sempre aperto lei.

Non stavolta.

Perché?

A me non è permesso.

Non le è --

Apra!

...

Allora, le piace?

...

È la “stanzza” dei bambini.


(Versione emanuelesiana)