BIGINO DI BIOETICA

Visto il generale annaspamento di preti, scienziati e cubisti sulle cosiddette questioni etiche (è vita, non è vita, forse è vita ma sa di ammoniaca), pensavo di dare una mano a fare un po’ d’ordine, non tanto per far cambiare opinione a queste persone (è impossibile), ma per aiutarle a parlare almeno della stessa cosa quando vanno in televisione, giusto per non fare brutte figure nel caso li captassero da Beta Persei.


Sto captando qualcosa.

Sul serio?

Un segnale continuo e regolare, come un disco rotto.

Fa’ sentire.

“È vita!”, “Non è vita!”, “Non vedi che è vita!”, “Io vedo solo un gamberetto!”, “Sembra un uomo!”, “Non è un uomo!”, “Ma se ha persino la faccia da schiaffi!”, “Anche una statua sembra un uomo!”, “Nessuno ha una statua nell’utero!”, “Non ancora!”.

Che significa?

Niente, le solite pulsar.


I seguenti concetti non hanno nessuna pretesa di esaustività, sono solo un rapido prontuario bioetico per chiunque debba andare a Porta a Porta a parlare di genetica con Alba Parietti.

Vita.
La definizione di vita non è importante, tanto non la chiedono mai. Quello che è importante è che è appunto una definizione: un giorno delle persone in camice hanno deciso che tutti i fenomeni fisici che soddisfano le condizioni “a”, “b” e “c” si chiamano vita. Avessero aggiunto anche la condizione “d”, probabilmente ora certa gente sarebbe classificata come minerale.
“Vita” è un concetto utile a scopi scientifici, come le classificazioni tassonomiche, ma completamente inutile per capire se sia giusto o ingiusto surgelare un embrione.

Vita umana.
Ogni fenomeno fisico che soddisfi le condizioni “a”, “b”, “c” e “d”.
Ma che importa? Se per caso si scoprisse che gli abitanti dell’Isola d’Elba sono vita non umana, allora sarebbe giusto surgelarli? Supponiamo che un’approfondita indagine genetica dimostrasse che gli abitanti dell’Isola d’Elba non sono umani, ma appartengono a una specie completamente diversa: gli Equus Sapiens Sapiens, allora possiamo macellarli? O forse bisogna modificare la definizione di vita umana? “Fenomeno fisico che soddisfi le precedenti condizioni e sia dotato di zoccoli”. È proprio questo tipo di ragionamenti che porta ai genocidi: squalifichi uno dalla razza umana e poi te lo mangi. In realtà eliminare Nome Ecognome non è un crimine perché è vita umana, è un crimine perché è Nome Ecognome.

Persona.
Come tutte le parole con più significati, è l’epicentro di ogni accapigliamento. La gente pensa di litigare sul senso dell’esistenza, la dignità della vita, la giustizia divina, e invece sta litigando sul significato di una parola. Che cos’è una persona? C’è la persona fisica, la persona giuridica, la persona grammaticale, eccetera, ma in una discussione sul giusto e l’ingiusto, l’unica persona di cui ha senso parlare è “l’essere umano in quanto tale”. Sembra una definizione di Aristotele, invece è il dizionario.
Che cosa significa essere umani? Essere vivi? Certamente è possibile essere umani grazie all’essere vivi, ma le due cose non coincidono. Anche un telefilm è possibile grazie al televisore, ma un telefilm e il televisore non sono la stessa cosa, nessuno si siederebbe davanti a un televisore spento, così come nessuno chiacchiererebbe con uno che dorme, eppure è vita umana. Essere umani non significa essere vivi, significa lamentarsi del brutto tempo, andare in pizzeria con gli amici, non vedere l’ora di andare in vacanza, eccetera, è questa la differenza fondamentale fra una persona e una ruota di scorta, non che una persona è vita umana e la ruota di scorta no. Se una ruota di scorta si lamentasse del brutto tempo, andasse in pizzeria con gli amici e non vedesse l’ora di andare in vacanza, sarebbe in tutto e per tutto una persona, pur non essendo vita umana e nemmeno vita.

Embrione.
È vita umana? Sì. È una persona? No. Questo vuol dire che è giusto farsi una padellata di embrioni al curry? No, vuol solo dire che un embrione non è una persona, tutto qui. Domani sarà una persona, forse, oggi è un embrione. Sarebbe un errore trattarlo come se fosse un bambino, semplicemente perché non lo è, così come sarebbe un errore trattare un bambino come se fosse un vecchio, o un vecchio come se fosse concime. Domani sarà concime, forse, oggi è un vecchio. Questo vuol dire che è ingiusto cospargere i campi con i vecchi? Sì.

Giusto / Ingiusto.
Vedi il dizionario.

Valore.
Il valore di una cosa (la sacralità della vita, l’importanza del cacciavite, la bontà del maiale) non è dentro la cosa né in un metafisico mondo dei valori, ma nella testa delle persone. Questo non significa che le cose non abbiano nessun valore, ma che quei valori non stanno nel posto che dice la tv. Se scomparissero dall’universo tutte le persone, la vita non sarebbe più sacra, il cacciavite non sarebbe più importante, il maiale non sarebbe più buono. Per capire se una cosa è giusta o ingiusta, non serve a niente studiarla al microscopio o consultare un testo sacro, bisogna solo parlare con le persone.