UFO (UNIDENTIFIED FLYING OXYMORON)

Gli ufo. Come si fa a credere agli ufo? Chi crede in Dio ha almeno una giustificazione: è nato in un mondo dove tutti credono in Dio. Per smettere di crederci dovrebbe avere voglia e tempo di farsi delle domande e il coraggio di darsi delle risposte sgradevoli: non c’è nessuna vita eterna, nessun ente supremo è innamorato di me, tutto svanirà nel nulla. Invece uno che crede agli ufo è uno che ci ha pure dovuto pensare, è uno che ha fatto un ragionamento e alla fine del ragionamento si è risposto: “ma certo! Gli ufo!”. E le distanze immense fra le stelle? Ufo tecnologicamente molto evoluti. E l’assurdità di venire fin qui per nascondersi? Molto evoluti e timidi. E il fatto che non esista nemmeno un articolo sull’avvistamento di ufo su The Astrophysical Journal o su Astronomy & Astrophysics, mentre ce ne sono a centinaia su Focus? Evoluti, timidi e esperti di marketing.
Anni fa mi è capitato di vedere sulla Rai un documentario che parlava di vita extraterrestre, un argomento che m’interessa molto, soprattutto da quando ho capito che la vita terrestre non è che mi piaccia più di tanto. Bene, chi hanno chiamato a parlarne? Un astronomo? Un esobiologo? Uno scrittore di fantascienza? No, hanno chiamato uno “studioso di ufologia”, che è come dire un “esperto di niente” o un “letterato analfabeta”, cioè uno che al massimo può parlare con competenza di ossimori, ovviamente ossimori volanti non identificati.
Per tutto il tempo la trasmissione ha confuso l’ufologia con la ricerca di vita extraterrestre e ha inanellato una tale serie di catastrofiche stupidaggini, che per un attimo ho pensato di essere in una candid camera, una gigantesca messinscena televisiva organizzata ai miei danni su un pianeta Terra di cartapesta e con una storia universale interpretata da figuranti, solo per arrivare finalmente al giorno dello scherzo: io che guardo questa cosa in tv.
Ecco un breve estratto significativo.



"Cosa raffigura quell'oggetto rosso a destra della croce?"


Anche cercando “San Girolamo” con Google non si riesce proprio a capirlo. Cosa sarà mai? Un mandala 3d?


Un set completo per immersioni subacquee?


Un orinatoio ergonomico?


Una lavatrice con carica dall’alto?


Una grattugia elettronica?


Una stampante laser senza ruote?


Wally?


Fettine sceltissime di bovino adulto?


No. È un disco volante. Paolo Uccello ha voluto sorprendere tutti raffigurando San Girolamo senza il suo caratteristico cappello, e al posto del cappello ha preferito dipingere un disco volante delle dimensioni di un cappello, a forma di cappello e appoggiato per terra come un cappello.
Questa roba non solo è andata in onda sulla tv di Stato, ma è pure andata in onda col bollino "Rai Educational". Mi chiedo: se questa è la tv “educational”, com’è la tv “non-educational”?
No, scherzo, non voglio saperlo.